La Casa Bianca alza il tiro e adesso punta direttamente alle telco cinesi. La National Telecommunications and Information Administration (Ntia), organo del Dipartimento del Commercio con ruolo di consigliere di Donald Trump, ha ufficialmente chiesto alla Federal Communication Commision (Fcc) di rifiutare la licenza richiesta da China Mobile per operare sul suolo statunitense. In realtà, il permesso preso di mira dal governo a stelle e strisce giace in un cassetto dal 2011, quando il più grande operatore del mondo (con quasi 900 milioni di clienti) decise di tentare lo “sbarco in America”. Secondo la Ntia, però, un eventuale ingresso della telco del Dragone negli Usa costituirebbe un “rischio sostanziale e inaccettabile per le forze dell’ordine statunitensi e la raccolta di informazioni straniera”.

I dubbi nascono dal fatto che China Mobile, pur essendo basata a Hong Kong, sia controllata direttamente dal governo di Pechino tramite un complicato gioco di holding e partecipazioni. La perplessità di Washington è che in questo modo la società di telecomunicazioni sia soggetta a “sfruttamento, influenza e controllo da parte della Cina”.

La richiesta della Ntia rientra nella guerra commerciale fra i due Paesi, che va avanti ormai dallo scorso anno. Washington dovrebbe annunciare venerdì un nuovo provvedimento che impedirebbe alle aziende possedute oltre il 25 per cento da realtà cinesi di acquistare società americane sviluppatrici di “tecnologie industrialmente significative”.

Sempre entro questo fine settimana entreranno inoltre in vigore i dazi imposti da Trump sui prodotti hi-tech del Paese del Dragone, che riguarderanno merci per un controvalore di 34 miliardi di dollari. Il divieto su China Mobile, comunque, è ancora in fase di valutazione, ma per il momento l’operatore ha perso il 2,01 per cento alla Borsa di Hong Kong.