Telecom Italia ha aggiornato ieri mattina il piano industriale per il triennio 2011-2013. L'azienda punta su Italia, Brasile e Argentina come mercati strategici dove rafforzare la propria presenza. Durante la presentazione, presieduta dall'AD Franco Bernabé, è stato illustrato come l'azienda punti a rinforzarsi recuperando efficienza operativa, selezionando gli investimenti e riducendo (l'ingente) debito.
Bernabé si è detto in particolare interessato ad aumentare la
partecipazione in Telecom Argentina. La realizzazione di questo obiettivo
tuttavia potrebbe essere complessa, perché solleva diverse questioni normative
sia nel Paese sudamericano che in Europa. Ed è probabile che non mancheranno i concorrenti che
solleveranno almeno dei dubbi riguardanti l'antitrust.
Investimenti sostanziosi riguarderanno anche Tim Brasil, dove s'investiranno 58 milioni di euro entro la fine di quest'anno. Anche in questo caso l'obiettivo è aumentare la quota di Telecom in uno dei mercati più grandi del mondo.
Entro la fine del triennio, la società stima un recupero sostanziale dell'attuale debito,e un incremento dei dividenti pari al 15%. Promesse molto ambiziose, che chiederanno conferma. Fino ad ora, in ogni caso, l'amministrazione Bernabè si è dimostrata valida, almeno per quanto riguarda la difesa dei bilanci.
Contestualmente è stato approvato il bilancio al 31 dicembre
2010. L'anno scorso è stato positivo e l'AD ha enfatizzato come sia
stato un anno "di trasformazione" per l'azienda. Gli obiettivi sono
stati raggiunti, e sono stati generati più di 6 miliardi di liquidità.
Franco Bernabé, amministratore delegato Telecom Italia
È cresciuto notevolmente anche l'utile netto (+94,7%), in comparazione al 2009, e il debito finanziario si è contratto. Oggi quest'ultimo è pari a circa 31,5 miliardi. Il dividendo per azione è pari a 5,8 centesimi per le azioni ordinarie e 6,9 centesimi per quelle di risparmio; un aumento di circa 160 milioni di euro rispetto al 2009.
I risultati positivi nel bilancio 2010, spiega la dirigenza Telecom (Telecom Italia s'impegna: più applicazioni per tutti), sono dovuti principalmente ai mercati d'oltreoceano. I sindacati chiedono comunque che si rafforzino gli investimenti anche in Italia, e che si metta fine alle politiche di riduzione e licenziamenti.
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