Elon Musk chiude subito i conti con la Sec. Il patron di Tesla, accusato di frode dall’authority Usa sui mercati, dovrà lasciare entro 45 giorni la carica di presidente del consiglio di amministrazione dell’azienda e pagare una multa di 20 milioni di dollari. Musk potrà conservare il ruolo di Ceo, ma per tre anni non potrà più essere chairman del Cda. È questo il cuore dell’accordo a cui sono giunti il tycoon di origine australiana e la Securities and Exchange Commission, a distanza di poche ore dalla denuncia per frode dell’autorità garante nei confronti dell’amministratore delegato di Tesla. L’oggetto del contendere è un tweet postato ad agosto da Musk, in cui l’eccentrico imprenditore sottolineava la possibilità di riportare l’azienda in mani private, effettuando il delisting da Wall Street, grazie all’interesse di alcuni investitori già individuati.

Una comunicazione non ufficiale e sicuramente impropria, che ha avuto l’effetto immediato di scatenare i mercati (con rialzi del titolo del 7 per cento) e le reazioni rabbiose di diversi azionisti della società. La stessa Tesla dovrà pagare una multa di 20 milioni di dollari per non aver controllato in modo coscienzioso le esternazioni pubbliche del proprio Ceo e, d’ora in poi, tutte le comunicazioni di Musk andranno vagliate preventivamente.

Pur avendo informato la Sec fin dal 2013 che il canale pubblico preferenziale di Tesla sarebbe stato l’account Twitter di Musk, la compagnia di veicoli elettrici non ha mai fatto nulla per “determinare se i tweet di Musk potessero contenere informazioni da depositare innanzitutto alla Sec”, ha scritto l’authority. Inoltre, il Ceo “sapeva che l’eventuale transazione era incerta e soggetta a numerosi imprevisti […] le sue dichiarazioni […] non avevano basi solide”.

La decisione, che dovrà comunque essere approvata da un tribunale, include anche la creazione di un nuovo comitato di direttori indipendenti e l’aggiunta di altri due manager indipendenti al Cda. L’obiettivo dell’agenzia federale è quello di slegare il destino di Tesla dagli umori di Musk, “rafforzandone la governance” e “proteggendo gli investitori”. Non a caso, i soldi raccolti con le sanzioni saranno distribuiti agli azionisti che si sono ritenuti danneggiati dal comportamento del Ceo.