Se non sorgeranno ostacoli imprevisti, Tiscali e il Gruppo Aria si fonderanno in un’entità unica entro la fine dell’anno. Lo ha annunciato l’azienda sarda, che grazie all’operazione prevede risparmi e sinergie per circa dieci milioni di euro, oltre al rafforzamento delle opportunità di crescita nei servizi ultra broadband. Aria è infatti specializzata nella fornitura di connettività a banda larga senza fili (WiMax) ed è titolare di una licenza su 40 MHz di spettro su frequenza 3,5 GHz cosiddetta “technology neutral”. L’infrastruttura è in grado di erogare servizi Lte in modalità “Fixed Wireless Access”, rete ad alta capacità per specifiche aree territoriali “svantaggiate”, con capacità superiori ai 50 MB al secondo. L’integrazione tra le due realtà sarà realizzata tramite fusione per incorporazione all’interno di Tiscali: si creerà così una nuova società cui faranno capo l’intero capitale di Aria, i debiti totali pari a cinque milioni di euro e una posizione di cassa di 42 milioni, denaro proveniente dal fondo Odef, riconducibile alla holding russa Otkritie.

Al termine della fusione, quindi, l’investitore straniero, già socio di Aria attraverso il fondo Ict, deterrà il 40,8% del nuovo gruppo, tra quote dirette e indirette. Considerando il prezzo medio degli ultimi sei mesi di ogni singola azione Tiscali, circa sei centesimi di euro, il controvalore complessivo dell’operazione è stato stimato in 77 milioni.

Se il brand di riferimento rimarrà comunque quello del gruppo cagliaritano, si verificheranno invece cambiamenti a livello di top management. Il patron Renato Soru manterrà la carica di presidente esecutivo, ma Riccardo Ruggiero, attuale Ceo di Aria ed ex numero uno di Telecom Italia, diventerà il nuovo amministratore delegato della compagnia. La newco dovrebbe sorgere già a fine novembre, previa autorizzazione ministeriale per la voltura delle licenze e della titolarità delle frequenze attualmente in capo al Gruppo Aria.