Facebook ha tentato di acquistare Twitter per 500 milioni di dollari, ma per ora l'acquisizione si è conclusa con un buco nell'acqua.

L'accordo avrebbe messo insieme due colossi del Web 2.0: da una parte Facebook, che in quattro anni è diventato il sito social più importante del mondo, con ben 120 milioni di utenti iscritti; e dall'altra Twitter, l'applicazione di microblogging che potrebbe mettere fine ai blog tradizionali, e cambiare (un'altra volta!) il modo in cui comunichiamo e ci informiamo.

Gli azionisti di Twitter, tra cui ci sono aziende del calibro di Amazon.com, semplicemente, non ritengono che l'offerta sia adeguata, nonostante nel giugno scorso la compagnia sia stata valutata "solo" 100 milioni di dollari. Facebook, a un anno dall'accordo con Microsoft, vale circa 4 miliardi di dollari, ma non ha liquidità: il pagamento per Twitter, quindi, sarebbe stato solo parzialmente in contanti.

 

Nulla di strano, direte voi, le stock option sono un metodo di pagamento piuttosto comune. Sì, se non fosse per il fatto che in molti credono che la valutazione di Facebook sia gonfiata, o per lo meno ambigua.

Insomma, se fosse stato "tutto cash", l'operazione sarebbe andata probabilmente in porto senza problemi.

Twitter, al momento, non ha uno strumento efficace per generare introiti, e si affida agli investitori e agli azionisti che lo sostengono. Pur basandosi su un'idea relativamente nuova, si tende a pensare che Twitter abbia grandi possibilità, anche se, a dirla tutta, la concorrenza non manca, a partire dalla funzione di "aggiornamento di stato" di Facebook.