Uber ha imbrogliato, scopiazzando segreti industriali per vincere la competizione della automobili driverless, oppure è la povera vittima di una cospirazione e delle false accuse di Google? Si apre così, con queste due tesi contrapposte sostenute dai rispettivi avvocati, la causa civile che colloca Uber nel banco degli imputati e che dovrà stabilire se la ex strartup di San Francisco abbia oppure no copiato la tecnologia sviluppata a Mountain View grazie a14mila documenti elettronici sottratti a Waymo da un ex dipendente, un ingegnere poi passato tra le fila della concorrenza.

Nell'udienza di ieri, secondo la telecronaca di Reuters, i dieci membri della giuria hanno ascoltato l'avvocato della difesa parlare di una “cospirazione” e quello di Waymo (la società spinoff di Google cui è affidato lo sviluppo delle automobili driverless) accusare la rivale di aver “imbrogliato” e infranto la legge. A detta dell'accusa, l'ex dipendente Anthony Levandowski nel dicembre del 2015 avrebbe scaricato oltre 14.000 documenti di natura confidenziale, contenenti informazioni su progetti di veicoli a guida autonoma. Una volta stipendiato da Uber, l'uomo avrebbe passato tali documenti alla sua nuova azienda.

L'avvocato della difesa, Bill Carmod, ha provato a smontare la tesi sottolineando come la tecnologia sviluppata da Waymo non sia mai stata copiata da Uber, la quale invece ha proceduto sulla propria strada. Il legale della controparte, Charles Verhoeven, sostiene invece che per l'ex amministratore delegato di Uber, Travis Kalanick, l'ambizione di vincere nel campo dei veicoli driverless fosse “più importante del rispetto della legge”. Così la sua azienda è arrivata a imbrogliare, per “vincere la gara a tutti i costi”. Spetterà al tribunale di San Francisco presieduto William Alsup (già giudice nella disputa fra Google e Oracle in merito ai segreti di Java) il compito di arrivare a una verità giudiziaria, in quello che si candida a diventare forse il processo dell'anno in campo tecnologico.

Il minivan ibrido di Fca personalizzato da Waymo

 

 

Di certo Kalanick è un personaggio discusso, autore di una delle avventure imprenditoriali e tecnologiche di maggior successo degli ultimi anni, ma anche responsabile di comportamenti scorretti nei confronti di Apple e degli utenti iPhone. Al suo posto ora siede Dara Khosrowshahi, ma non di meno resta legata a Uber la nome di azienda forse troppo spregiudicata nei confronti della concorrenza, dei propri dipendenti (si vedano le denunce di molestie e sessimo) e dei clienti finali. Come evidenziato da una recente indagine di Boston Consulting, la società di San Francisco è anche percepita come un esempio illustre di innovazione, sebbene non tanto quanto Google. Un carico di oltre ventimila Suv di Volvo, modificati nell'hardware e nel software per potersi guidare da soli, potrà arrivare su strada entro a fine del decennio per formare la prima flotta di taxi-robot di Uber. L'ultimo annuncio di Waymo è, invece, l'accordo siglato con Fca per la fornitura di migliaia di minivan ibridi.