Softbank e Toyota hanno aperto il portafogli per sostenere gli sforzi di Uber nello sviluppo di veicoli a guida autonoma. Le due aziende hanno condotto una cordata di investimenti per un miliardo di dollari che portano il valore della divisione Advanced Technologies Group (Atg) di Uber a 7,25 miliardi. Nello specifico, Softbank metterà sul piatto il 33 per cento della nuova quota, mentre Toyota (insieme alla sussidiaria Denso) verseranno la parte rimanente. L’operazione dovrebbe chiudersi nel terzo trimestre di quest’anno, quando la società di ride hailing californiana sarà già sbarcata a Wall Street. L’offerta pubblica iniziale (Ipo) di Uber è una delle più attese degli ultimi anni. Pochi giorni fa l’azienda ha depositato nuovi documenti alla Sec, l’ente statunitense che vigila sui mercati, grazie ai quali si sono potuti scoprire nuovi dettagli finanziari sulla compagnia.

Per esempio, le sperimentazioni sulle vetture a guida autonoma rappresentano una fonte di spesa non indifferente. Nel 2018 gli investimenti di Atg in ricerca e sviluppo hanno toccato quota 457 milioni di dollari e la recente operazione annunciata da Softbank e Toyota darà nuovo ossigeno alle casse dell’unicorno della Silicon Valley.

Il produttore giapponese ha inoltre promesso un investimento aggiuntivo da 300 milioni di dollari, spalmato in tre anni, per aiutare Uber a coprire i costi della realizzazione di veicoli senza conducente a scopo commerciale. L’anno scorso, Toyota aveva già messo sul piatto altri 500 milioni, mentre Softbank possiede oltre il 16 per cento di Uber grazie a investimenti che hanno ormai superato gli 8 miliardi di dollari.

Nel frattempo anche Bmw ha fatto un altro passo in avanti sulla strada delle driverless car. Il colosso tedesco ha siglato un accordo con la statunitense Dxc Technology (realtà nata dalla fusione fra Enterprise Services di Hpe e Computer Sciences Corporation) per accelerare lo sviluppo di vetture a guida autonoma tramite la piattaforma Performance D3. La soluzione di Bmw raccoglie enormi quantità di dati da viaggi su strada forniti dalla flotta di macchine utilizzata per le prove.

Grazie a Dcx Robotic Drive, i team di ricerca e sviluppo di produzione della casa di Monaco di Baviera saranno in grado di raccogliere, conservare e gestire dati generati dai sensori dei veicoli in pochi secondi anziché in giorni o settimane, accorciando così la durata dei cicli di sviluppo delle tecnologie driverless.