La musica scaricata illegalmente dal web non può essere economicamente equiparata ad un acquisto mancato. Insomma, le valutazioni dei mancati introiti finanziari di alcune major sono ingiustificate. La novità è che non si tratta dell'ennesimo exploit di un'associazione dei consumatori ma della sentenza di un giudice statunitense.

James P. Jones, nel caso United States of America versus Dove, ha riconosciuto colpevole di violazione delle norme sul copyright l'imputato ma ha deciso di rigettare le monumentali richieste di risarcimento presentate dalla RIAA e dalla casa cinematografica Lionsgate Entertainment.

"Chi scarica gratuitamente musica e film non necessariamente li comprerebbe a prezzo pieno sul mercato", ha scritto nella sentenza Jones. "Anche se è vero che in possesso di una copia difficilmente si procede con l'acquisto legale dell'originale, non può essere scontato il fatto che la mancanza di prodotti gratuiti convinca i downloader all'acquisto".