Il cloud ha fatto tanto per liberarci dalla schiavitù obbligata di chiavette e memorie esterne, ma a volte gli oggetti “fisici” tornano utili anche alla nuvola. Dropbox ha appena annunciato l’introduzione del supporto alle chiavi di sicurezza Universal 2nd Factor, U2F, come metodo di autenticazione a due fattori. Si tratta di dispositivi conformi agli standard Fido, da connettere via Usb (o in qualche caso via Nfc) a un computer o altro terminale: per effettuare un login con questo metodo, l’utente deve inserire la chiavetta nel Pc durante la procedura di accesso.

Ci si mette, così, al riparo dai possibili ingressi agli account da parte di criminali che abbiano, per esempio, espugnato la casella email di un utente e da lì ottenuto username (l'indirizzo email stesso) e password per accedere a Dropbox.

Il costo di un accessorio di questo tipo varia da pochi a una cinquantina di euro. Almeno inizialmente, la procedura di accesso a Dropbox con Universal 2nd Factor è disponibile solo se si utilizza il servizio via browser (quindi non via app) e solo con Chrome, una scelta naturale dato che è stata proprio Google a creare la tecnologia U2F.

Per Dropbox, l’introduzione di questo metodo di autenticazione a due fattori pare chiaramente indirizzata a favorire l’utilizzo lavorativo del suo servizio di storage, sharing e sincronizzazione via cloud. D’altra parte, per non creare eccessive limitazioni, per gli utenti che non abbiano con sé la loro chiavetta U2F rimane possibile effettuare il login richiedendo un Sms di verifica o usando un’app di autenticazione. Maggiori dettagli su come attivare la procedura sono disponibili sull’help center di Dropbox.