Samsung sarebbe intenzionata ad approfondire le proprie conoscenze sulla blockchain, lanciandosi addirittura nel mondo delle criptovalute. Secondo quanto riportato dalla testata specializzata Coindesk Korea, il chaebol starebbe sviluppando una mainnet (la blockchain principale) basata sulla tecnologia Ethereum e, di conseguenza, anche di un asset collegato. Il token si chiamerebbe semplicemente Samsung Coin. La fonte anonima contattata dal sito ha parlato di una catena di blocchi presumibilmente ibrida, cioè con elementi privati uniti a quelli pubblici. La soluzione che starebbe prendendo forma nei laboratori del colosso sudcoreano potrebbe quindi essere in parte accessibile anche a terzi senza verifiche supplementari d’identità. Non è però certo se l’asset digitale sia destinato in futuro a essere scambiato sugli exchange come avviene, per esempio, con i bitcoin o con gli stessi ethereum.

Nel presentare i nuovi smartphone Galaxy S10, Samsung ha svelato anche l’integrazione nativa di un wallet per criptovalute che per ora supporta, oltre alle due monete digitali già citate, anche cosmee ed enjin. Ma l’attivismo del chaebol in questo mercato non si ferma qui. La scorsa settimana l’azienda ha annunciato di aver investito 4 milioni di dollari nel portafoglio mobile Zengo, mentre la già esistente offerta enterprise del gruppo basata su blockchain (Nexledger) è stata adottata di recente dal colosso indiano Tech Mahindra.

Un anno fa, la società asiatica ha stimato che con la catena di blocchi sarebbe possibile ridurre del 20 per cento i costi della supply chain. Secondo Song Kwang-woo della divisione servizi Samsung Sds, questo paradigma “avrà un impatto enorme” nel manifatturiero e sarà protagonista della trasformazione digitale delle aziende. Il manager, però, non si è sbilanciato sui temi effettivi di implementazione dei progetti su larga scala.