Più che un mosaico di lettere, la cui più importante è la g di Google, Alphabet potrebbe presto dover diventare un puzzle di società più piccole. E diventarlo controvoglia, come condizione per poter continuare a operare in Europa senza violare le regole antritrust. Come riportato dal Telegraph, il commissiario europeo per la concorrenza, Margrethe Vestager, in un documento ha espresso “gravi sospetti” sulla posizione dominante del colosso tecnologico di Mountain View e non è escluso che si valuti il suo smembramento in società più piccole. L'opzione deve restare aperta, ha detto al Telegraph la politica danese, nota per le sue non miti posizioni nei confronti dei giganti della Silicon Valley.

Alla domanda su un'eventuale frammentazione di Google imposta dall'alto, Vestager ha risposto che “è importante tenere aperta e all'interno dell'agenda questa possibilità. Non siamo ancora arrivati a questo, ma è importante tenere gli occhi aperti”. Sottolineando poi come la Commissione Europea non voglia mettere al bando le aziende straniere di successo (così, invece, la stampa d'oltreoceano solitamente propaganda), ha però spiegato che essere dominanti sul mercato equivale a una “responsabilità sociale di non distruggere la già debole competizione”.

L'ipotesi di una divisione forzata di Google appare forse estrema, non verosimile, ma è anche vero che nell'aria c'è qualche segnale di come i tempi stiano cambiando. Giorni fa la Commissione Europea ha finalmente presentato la proposta di legge sulla Web tax, di cui si parlava da un po', passando la palla della discussione ai Paesi membri, non tutti concordi sull'ipotesi di un'aliquota al 3%. Nel passato recente, invece, spiccano la multa da quasi un miliardo di euro per abuso di poszione dominante inflitta a Qualcomm e la sanzione da 2,4 miliardi scagliata l'anno scorso contro Google in riferimento al servizio di comparazione prezzi Shopping. E sono in corso altre due complesse indagini su sospette violazioni antritrust, l'una relativa alla piattaforma pubblicitaria Adsense e l'altra alle pratiche commerciali di Android.

Margrethe Vestager

 

 

La preoccupazione espressa ora da Vestager va invece dritta al cuore di Alphabet, al business delle ricerche e dei servizi Web, su cui Google attualmente detiene in Europa il 91,5% di market share. La società smuove oltre i due terzi del fatturato complessivo del gruppo, di cui fanno parte anche Nest (domotica), Waymo (automobile driverless) e X (progetti sperimentali). “Abbiamo dimostrato la loro dominanza”, ha detto il commissario antitrust, “e abbiamo scoperto che questa posizione è stata usata indebitamente per promuovere loro stessi e indebolire i concorrenti”.