14/04/2011 di Redazione

Una nave Alcatel per cercare un aereo scomparso

Alcatel-Lucent mette a disposizione la Isle de Sein, una nave posacavi, per tentare di recuperare la scatola nera e i resti del volo AF447, che nel 2009 s'inabisso misteriosamente lungo la rotta Rio de Janeiro - Parigi.

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Sarà una nave normalmente impegnata per la posa e la riparazione di cavi sottomarini per Alcatel-Lucent a tentare il recupero, a 3.900 metri di profondità, della scatola nera e dei resti dell'Airbus A330 del volo AF447 tra Rio de Janeiro e Parigi, inabissatosi due anni fa.




La Isle de Sein, varata nel 2001

Alcatel-Lucent, che utilizza questo tipo di navi per depositare i cavi ottici sui fondali marini utilizzando anche sistemi robotizzati, e l'armatore Louis Dreyfus collaboreranno con la BEA, l'Ufficio Indagini e Analisi nell'ambito delle operazioni avviate dopo l'incidente del giugno 2009.

Per le operazioni di recupero sarà utilizzata la nave Ile de Sein, che in questi giorni arriverà alle Isole Canarie per il carico della strumentazione necessaria, appositamente equipaggiata di un veicolo a controllo remoto (ROV- remote operated vehicle), prodotto dalla Phoenix International. Tra i sofisticati sistemi di cui la nave è dotata vi è anche un sistema GPS che, anche con mare a forza 7, è in grado di mantenere la posizione con una precisione di un metro.

Rotta del volo AF447 - Clicca per ingrandire

La flotta di Alcatel-Lucent e dell'armatore Dreyfus non è nuova in operazioni di questo genere. Altri importanti recuperi erano già stati condotti nel 2004 per la scatola nera e parti dei resti di un aereo precipitato nei pressi di Sharm El Sheikh e nel 2007 nei pressi dell'isola Moorea, nella Polinesia Francese. Sempre nell'ambito delle ricerche relative al disastro aereo del volo Rio-Parigi, due rimorchiatori tra i più potenti al mondo di proprietà dell'armatore Dreyfus – i Fairmount Glacier e Fairmount Expedition – erano stati impiegati per il traino di due idrofoni della US Navy nel 2009.

L'incidente, avvenuto nel giugno del 2009, è ancora avvolto da diversi misteri, come testimonia anche l'articolo comparso nello stesso periodo su La Stampa. Solo il recupero della scatola nera potrà dare risposta alle molte domande insolute.

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