Da diverse ricerche (tra le altre, una del Politecnico di Milano) realizzate prima del 2018 sul segmento di imprese più vivace del nostro Paese, le aziende piccole e medie con un fatturato compreso tra i 50 e i 500 milioni di euro, emergeva una fotografia di un processo di trasformazione digitale ancora molto lento e incompleto.

Il ciclo passivo, in particolare, era stato oggetto di progetti di digitalizzazione “end-to-end” solo nel 2% dei casi, e a realizzarli erano state ovviamente le organizzazioni più grandi.

“Poi è arrivata la fatturazione elettronica”, dice Mario Messuri, general manager di Jaggaer Italia, “che copre comunque un tratto del ciclo passivo, prevalentemente sotto il controllo dei Cfo. Questa occasione, se così vogliamo chiamarla, che poteva essere efficacemente sfruttata per risalire verso la catena del ciclo passivo e digitalizzare anche i processi a monte è stata però ignorata da molti. Spiace dirlo a posteriore, ma alla prova del lock-down imposto dal Covid-19, processi digitalizzati e organizzati avrebbero potuto dare più continuità e flessibilità al business, consentendo a molte Pmi di limitare l’impatto della pandemia”.

Jaggaer, uno dei leader mondiali nel settore delle soluzioni per la gestione digitale dell’intero processo di Spend Management, preme ora sull’acceleratore per diffondere il più possibile queste piattaforme anche presso le imprese piccole e medie. Jaggaer One, già presente sul mercato da tempo, è una piattaforma integrata, destinata soprattutto alle grandi organizzazioni, per il processo di acquisto source-to-pay, erogata in modalità SaaS, attraverso funzionalità evolute per lo spend analytics, il category management, il sourcing, la gestione fornitori, la gestione del ciclo di vita dei contratti, l’eprocurement, l’invoicing, il supply chain management e l’inventory management.

“La mission che abbiamo intrapreso”, prosegue Messuri, “è ora quella di rendere accessibile il procurement in digitale anche alle Pmi, attraverso una soluzione smart e preconfigurata che consenta ad esempio di qualificare i fornitori, impostare gare e riconciliare gli ordini con le fatture”.

Jaggaer Smart

Lo strumento pensato per il mercato delle Pmi si chiama Jaggaer Smart e, secondo Messuri, la sua adozione non andrà a beneficio solo delle aziende più piccole, ma di tutta la filiera: “le grandi imprese, che hanno investito molto in questi anni per digitalizzare tutti i processi, non riescono ovviamente a trarre il massimo vantaggio dalle soluzioni di procurement se ci sono tratti della filiera mancanti.

La digitalizzazione del ciclo passivo delle Pmi andrebbe a completare un quadro che comprende tutte le tipologie di impresa ma anche la Pubblica Amministrazione, generando una presa di beneficio degli investimenti già realizzati e facendo fare un salto di qualità a tutti i processi coinvolti, con ulteriori positivi effetti collaterali come il tracciamento di questi processi e la possibilità di lavorare da remoto, un tema di stretta attualità”. Una mission, quella di Jaggaer, che quindi non è solo commerciale ma anche culturale. La spinta è dal basso, per indurre le Pmi a investire in digitalizzazione ma anche dall’alto, per convincere le grandi imprese a collaborare attivamente affinché la digitalizzazione della filiera venga completata a tutti i livelli.

“Abbiamo di fronte una sfida molto difficile”, dice Messuri, “se il tasso di digitalizzazione delle imprese più piccole è quello che ci dicono le società di ricerca. Al tempo stesso, questa è ovviamente anche una grande opportunità. Noi la affrontiamo sapendo di avere alcuni fattori di vantaggio competitivo, come le dimensioni (e quindi anche la capacità di investimento), l’esperienza in molti settori verticali (i processi di qualificazione dei fornitori sono infatti, ad esempio, molto diversi da comparto a comparto) e una nuova proposizione che abbiamo chiamato Smart anche perché consente alle imprese di iniziare subito a implementare il digital procurement con un investimento in termini finanziari e di competenze sicuramente sostenibile”.

Cercando di capitalizzare la notorietà presso le grandi imprese e di fare opera di coinvolgimento di queste ultime, Jaggaer punta, in Italia, a una quota del mercato significativa delle Pmi. “Abbiamo in atto una campagna che indirizza circa 800 imprese con un fatturato tra i 50 e i 200 milioni di euro; ci piacerebbe riuscire a diventare partner di una fetta importante, almeno del 15% di queste organizzazioni che rappresentano uno dei segmenti più vitali dell’economia italiana. Anche il momento potrebbe essere favorevole, perché il post-Covid potrebbe essere utilizzato per digitalizzare i processi trasversali come il procurement, mentre la produzione è ancora in fase di assestamento dopo lo schock della pandemia”.

Jaggaer Smart è di fatto una soluzione preconfigurata e standard (da qui la maggiore accessibilità in termini finanziari rispetto alle soluzioni studiate per le grandi imprese, che vanno fortemente personalizzate). La piattaforma è di tipo Saas ed è costituita da diversi moduli che coprono differenti funzionalità. Basandosi sulle esperienze già realizzate, Jaggaer sostiene che grazie alla standardizzazione l’operatività può essere raggiunta in un tempo molto breve, anche solo quattro settimane per realizzare le prime gare con l’e-procurement.

Le caratteristiche della nuova offerta dedicata alle Pmi sono state illustrate nel corso di un webinar tenuto in diretta oggi, 23 giugno 2020. Chi non avesse avuto modo di seguirlo, potrà accedere alla versione on-demand da questa pagina