Facebook è più forte degli scandali. Il social network, malgrado un lungo inverno costellato di polemiche sulla gestione dei dati degli utenti, ha archiviato il quarto trimestre con ricavi in crescita del 30 per cento a 16,9 miliardi di dollari. L’utile netto è stato di 6,9 miliardi: un boom del 61 per cento che ha lasciato di sasso anche gli analisti. I mercati si aspettavano infatti un utile per azione (Eps) di 2,18 dollari, ma Facebook ne ha portati a casa 2,38. Impressionanti anche i ricavi medi per utente (Arpu), saliti a quota 7,4 dollari, per un aumento sul terzo trimestre del 21 per cento. Le previsioni della vigilia indicavano un Arpu di 7,1 dollari. Fra ottobre e dicembre gli utenti attivi su base giornaliera sono stati 1,52 miliardi, mentre su base mensile 2,32 miliardi: entrambi i numeri sono risultati in crescita dell’8,6 per cento anno su anno. Nel dopo mercato il titolo è volato anche dell’11 per cento.

Ma non è detto che il momento d’oro sia destinato a continuare. L’azienda si aspetta infatti una decelerazione nel trimestre in corso e per il 2019 ha già stimato costi in aumento anche del 50 per cento sul 2018. L’anno scorso Mark Zuckerberg, colpito in pieno dal polverone sollevato dal caso di Cambridge Analytica e dal fenomeno delle fake news, aveva detto di voler spendere cifre mai viste prima per migliorare la sicurezza degli utenti e dei loro dati personali.

La principale fonte di ricavi del social network, vale a dire la pubblicità, è stata generata nel 93 per cento dei casi su dispositivi mobili. Il dato dell’ultimo trimestre del 2017 era pari all’89 per cento. Il prezzo medio per una singola inserzione è calato, ma Facebook è riuscita a mostrare agli utenti più unità pubblicitarie, in particolare su Instagram, applicazione su cui il colosso di Menlo Park si sta muovendo sempre più aggressivamente.

Sono ormai oltre 500 milioni gli utenti che visualizzano quotidianamente le Storie caricate sull’app rispetto ai 400 milioni dello scorso giugno. Instagram può contare su oltre un miliardo di iscritti. Nel 2018 le Storie hanno ottenuto il supporto per la pubblicità a schermo intero, per poi arricchirsi con una funzionalità di shopping in-app. Come sottolineato dalla Coo Sheryl Sandberg durante la call con gli analisti, il numero di inserzionisti che acquistano spazi sulle Storie di Instagram, Facebook e Messenger ha superato la soglia dei due milioni.