In quasi quindici anni di attività, Irion è riuscita a ricavarsi uno spazio di rilievo nel mercato nazionale dell’Enterprise data management (Edm). Lo dimostra un 2018 chiuso con una crescita del 15% rispetto all’anno precedente, per un fatturato totale di circa 14 milioni di euro e un organico salito a 114 professionisti. Per capire meglio non solo il posizionamento e le prospettive di Irion, ma anche lo scenario del mercato italiano nel quale opera, abbiamo incontrato il Ceo della società, Giovanni Scavino.

Quali sono gli elementi portanti oggi del mercato dell'Enterprise data management in Italia? Come si sta evolvendo il concetto di data warehouse (o data lake che dir si voglia), alla luce della necessità per gli amministratori e i responsabili IT di gestire da un lato la massa crescente di dati da indicizzare, catalogare, archiviare e simili e dall'altro di renderli disponibili in tempi rapidi e con precisione rispetto alle richieste che arrivano dal business?

Sappiamo che l’Edm si esprime attraverso l’esercizio di una serie di discipline distinte (data quality, data integration, metadata management e così via), accomunate da un’unica visione che ha come oggetto la gestione integrata del patrimonio informativo. Quello che stiamo registrando in questi ultimi anni è la crescente intensità con cui aziende di un numero sempre più alto di settori si stanno impegnando nella data governance, la disciplina che regola processi, ruoli e responsabilità di un sistema di Edm. La ragione di questo interesse sta proprio nella necessità di dover gestire in modo conveniente quantità di dati sempre più elevate: aumenta la disponibilità di dati generata dal business corrente, proveniente da fonti esterne, rilevata da dispositivi IoT. D’altra parte le metodologie e le tecnologie di analisi consentono ora di sostenere il business e la competizione sui mercati in modo sempre più efficace, ma sono sempre più affamate di dati.

 

Giovanni Scavino, Ceo di Irion

 

Qual è a vostro avviso la cultura della governance dei dati nelle aziende italiane?

La data governance è, a nostro avviso, una prospettiva centrale nella gestione degli asset informativi, verso la quale le aziende italiane stanno manifestando una consapevolezza sempre più matura. Si sono mossi prima alcuni settori, in particolare quelli bancario e assicurativo, anche a seguito di una serie di requisiti regolamentari emanati da enti governativi o di supervisione, ad esempio Basilea III, Solvency, gli Ifrs. Questi primi fenomeni hanno poi dato inizio a un processo che si è mosso in due direzioni: da una parte banche ed assicurazioni, che prima di altre aziende si erano impegnate nell’insediare presidi strutturati di data governance per assolvere agli obblighi normativi, hanno maturato una crescente consapevolezza del fatto che mantenere una “carta di identità” dei dati disponibili può effettivamente dare un contributo diretto al successo nel proprio business; d’altra parte l’avvento del Gdpr e forse anche una forma di osmosi tra mercati sta spingendo anche aziende di altri settori ad attivare programmi di data governance. In conseguenza di questi fenomeni, ci aspettiamo uno sviluppo della diffusione di questa disciplina nei prossimi anni nel mercato italiano.  

Come si è adattata la strategia di Irion rispetto allo scenario fin qui descritto?

La nostra strategia è una diretta conseguenza di questi scenari. Da tempo stiamo progressivamente orientando la piattaforma Edm e gli acceleratori Rtg-Ready To Go di Irion verso un’integrazione della prospettiva di governo dei dati con le funzionalità che supportano le altre discipline di data management. In particolare abbiamo realizzato un sistema di active data modeling che consente di realizzare e modificare dinamicamente modelli di metadati in grado di supportare potenzialmente qualunque policy di data governance. Tutto questo sempre nel rispetto di due principi alla base della filosofia Irion, primo tra tutti il paradigma “declarative”, dove è lo strumento a prendersi in carico la determinazione e l’esecuzione di tutte le attività che possono essere automatizzate. Il prodotto, poi, è concepito per supportare nativamente i principi del manifesto Agile e per sfruttarne tutta la potenza. Tornando alla data governance, questi due principi si concretizzano ad esempio nella caratteristica di supportare dinamicamente la creazione e la modifica nel tempo di un modello di metadati, generando on-the-fly le strutture dati in grado di registrarli e le Api per comunicarne le caratteristiche con gli altri componenti della suite o con strumenti esterni.

Come vi posizionate rispetto ai big player del settore, da Oracle a Sap, e agli specialisti come Informatica, Talend e simili?

Irion si è concentrata fin dalla sua nascita sulla gestione dei dati in tutte le sue possibili prospettive; non vi sono potenzialmente vincoli sugli ambienti che li ospitano (database, flussi, archivi sono raggiunti attraverso connettori e gestiti nella piattaforma come tabelle, indipendentemente dalla loro origine): è un’offerta specializzata, che può confrontarsi con quella di altri vendor Edm. Esistono tuttavia delle caratteristiche originali che ci distinguono da altre proposte, primi fra tutti i principi “declarative” e “agile by design” su cui si fondano funzionalità che consentono una gestione efficiente dei progetti, scalabilità, flessibilità e performance elevate delle soluzioni. Vi si aggiungono funzionalità quali la scomposizione del progetto in unit of work e l’automazione di molte attività che in altri ambienti richiedono interventi manuali, come la valutazione delle dipendenze e l’orchestrazione run-time dell’esecuzione, la documentazione automatica in linguaggio naturale delle soluzioni, l’audit di ogni esecuzione qualora richiesto per policy interne o per compliance. Un altro aspetto distintivo, a nostro parere, è che tutte le componenti funzionali, dall’accesso alle fonti, alla data preparation, al motore di regole, al machine learning fino alla data governance sono direttamente realizzate e integrate da Irion (non tramite acquisizioni di prodotti esterni) in un’unica suite. I nostri clienti possono poi contare su servizi professionali di consulenza e realizzazione e su managed services per la gestione in esercizio delle soluzioni implementate con le tecnologie Irion. È un’offerta end-to-end, che ci sembra poco confrontabile con altri vendor del settore.

Com'è maturata la decisione di aprirsi al cloud e la conseguente partnership con Microsoft?

Ci è sembrato che la presenza anche sul cloud per una piattaforma data-centric fosse una caratteristica irrinunciabile. La suite Irion, per quanto agnostica rispetto alle piattaforme che ospitano i dati da gestire, è realizzata in tecnologia Microsoft. Abbiamo quindi pianificato una strategia di integrazione su cloud, organizzata in passi evolutivi successivi, dalla presenza in modalità IaaS fino alla disponibilità di servizi Irion in logica SaaS per la data quality, la data pseudonymization, il data masking, la data aggregation, e così via. Attualmente Irion è già disponibile nell’infrastruttura Azure e su altre piattaforme cloud in IaaS: in questa forma è già utilizzato da alcuni clienti, che possono fin d’ora beneficiare delle caratteristiche tipiche di un ambiente cloud, prime fra tutte la scalabilità delle soluzioni anche in presenza di picchi nel tempo della richiesta di memoria o di risorse computazionali.

In cosa consistono le vostre soluzioni verticali e a quali mercati si indirizzano?

L’offerta di prodotti di Irion è costituita dalla piattaforma Edm e dagli acceleratori Rtg, che agevolano, attraverso l’automazione di una serie di passaggi, le operazioni più frequenti di gestione dei dati quali data integration, data modeling, data blending, scorecard management, orchestrazione dei processi data intensive). Utilizzando questa suite gli specialisti dei nostri servizi professionali hanno realizzato nel tempo applicazioni specifiche per clienti in numerosi ambiti, in particolare, ma non esclusivamente, per il settore finance: riconciliazione tra dati gestionali e dati contabili, controllo di gestione, impianti di controllo per la compliance a requisiti regolamentari quali Bcbs 239, Regolamento 38 di Ivass, Gdpr. In alcuni casi applicazioni simili realizzate per più clienti sono state oggetto di ingegnerizzazione e hanno dato vita a componenti e semilavorati generalizzati, il cui insediamento presso nuovi clienti richiede quasi esclusivamente attività di configurazione.

Come giudicate il vostro 2018 e quali sono gli obiettivi per il 2019?

Investiamo in ricerca e sviluppo circa il 12% dei ricavi, ma anche nell’acquisizione e formazione dei talenti. Da questo punto di vista abbiamo inserito nel 2018 una ventina di risorse e stiamo allestendo nuovi uffici a Torino, dopo aver inaugurato la nuova sede di Milano nei primi mesi dell’anno, in modo da assicurarci gli spazi per l’espansione che prevediamo nei prossimi anni. Gli obiettivi per il 2019 sono di un’ulteriore crescita significativa sui mercati che ci vedono storicamente attori di primo piano, in particolare finanza e assicurazioni, e l’ampliamento verso nuovi mercati ricchi di potenzialità, quali energy e utilities, per i quali abbiamo avviato importanti iniziative commerciali.