Avete sempre sognato di fare una passeggiata a gravità zero nello spazio profondo? Bene, se non avete la cittadinanza statunitense e non rispondete a un’altra decina di requisiti potete continuare a sognare. Altrimenti, potete collegarvi a questa pagina Web e tentare il colpaccio grazie alla Nasa. L’agenzia governativa a stelle e strisce per la ricerca aerospaziale ha pubblicato da qualche ora un annuncio per cercare pubblicamente 15 astronauti che lavoreranno nel Lyndon B. Johnson Space Center di Houston, in Texas. “La Nasa accetta candidature per una nuova classe di astronauti”, si legge nel testo del messaggio, disponibile sul portale statunitense per la ricerca di impieghi. Ovviamente, i candidati dovranno rispondere a una lunga serie di requisiti. Innanzitutto, è obbligatorio avere almeno un bachelor in una delle seguenti materie: ingegneria, biologia, fisica, informatica o matematica. Poi, è necessaria una certa esperienza di volo, con almeno mille ore passate al comando di un aeromobile e, infine, si dovranno soddisfare stringenti requisiti fisici.

Tra questi, spicca una vista perfetta e diversi standard antropometrici per riuscire a indossare tute spaziali e per entrare nei veicoli. I candidati verranno poi valutati da una giuria ad hoc in base a ulteriori meriti accademici o professionali, per essere infine smistati al posto assegnato. Una selezione necessariamente molto dura e impegnativa, in quanto fare l’astronauta non è un gioco da ragazzi.

Per presentare la domanda si ha tempo fino al 18 febbraio 2016 e i nomi dei 15 prescelti verranno annunciati nella primavera del 2017: ulteriore segno che il processo di selezione sarà certosino, per evitare che vengano mandate nello spazio persone non adatte a un ruolo così delicato. La paga, ovviamente, è ottima: si va dai 66mila ai 144mila dollari l’anno, a cui si aggiunge una lunga serie di benefit che la Nasa corrisponde di default ai propri dipendenti.

 

Il Lyndon B. Johnson Space Center di Houston, Texas

 

La selezione è aperta anche alle donne: oggi sembra una cosa scontata, ma in passato non era così. Agli inizi del programma spaziale Usa, nei primi anni Sessanta, vennero testate 13 candidate, ma nessuna riuscì a passare la selezione. Per un motivo semplice: non avevano l’esperienza di volo richiesta, in quanto allora alle donne era vietato volare su jet militari. Il divieto venne poi rimosso e la Nasa inizio ad accettare candidature femminili nel 1978.

I prossimi astronauti dell’agenzia statunitense verranno impiegati per diverse missioni e, in particolare, viaggeranno su quattro astronavi differenti: la stazione spaziale internazionale (Iss), due nuovi veicoli costruiti da aziende a stelle e strisce e, infine, il veicolo per l’esplorazione dello spazio profondo Orion, progettato dalla stessa Nasa e attualmente in fase di sviluppo per la “mission to Mars”. L’obiettivo dell’ente governativo è inaugurare una nuova era di viaggi spaziali, aprendosi di più alla “gente comune”, e guidare cargo commerciali verso le stazioni orbitanti.