La “salute” della nuvola è ora nelle mani di Vmware. Il colosso della virtualizzazione ha acquisito Cloudhealth Technologies, azienda di Boston che aiuta i clienti a gestire al meglio gli ambienti multicloud di Amazon Web Services (Aws), Microsoft e Google. L’importo dell’accordo non è stato rivelato, ma secondo Reuters la cifra si aggirerebbe attorno ai 500 milioni di dollari. La piattaforma della compagnia rilevata da Vmware dà ai clienti (circa tremila, fra cui Yelp, Dow Jones, Zendesk e Skyscanner) la possibilità di monitorare i costi delle licenze, l’utilizzo delle risorse, la sicurezza e le prestazioni dei carichi di lavoro da un’interfaccia unificata. L’obiettivo del vendor è quello di unire gli strumenti di Cloudhealth alle proprie soluzioni Wavefront, Secure State e Cloud Automation.

“Disponiamo ora di una piattaforma singola che unisce dati discreti provenienti da tutti i vostri tool, servizi e ambienti, per dare alla vostra azienda una prospettiva realmente olistica, chiarezza in fase operativa e prestazioni per gestire i vostri cloud”, ha spiegato in un blog post Raghu Raghuram, chief operating officer, products and cloud services di Vmware. Il gigante della virtualizzazione ha annunciato anche, durante l’annuale manifestazione Vmworld in corso a Las Vegas, l’ormai prossima disponibilità di Amazon Relational Database Service (Amazon Rds) on Vmware.

Si tratta di un servizio che permette agli utenti di impostare, operare e far scalare database all’interno dei data center definiti dal software di Vmware, quindi on-premise, facendoli poi eventualmente migrare in ambienti Aws. In questo modo la gestione delle basi di dati si automatizza a prescindere dal luogo in cui le risorse sono ospitate, liberando così i team It dai compiti routinari di sviluppo e fine tuning. La soluzione entrerà a breve in anteprima privata e supporterà Microsoft Sql Server, Oracle, Postgresql, Mysql e Mariadb.