Pace fatta tra Western Digital e Toshiba. Il produttore statunitense ha deciso di far cadere l’arbitraggio in corso con il gruppo giapponese sulla vendita dei chip di memoria a Bain Capital. L’obiettivo di Wd era inizialmente quello di ostacolare in ogni modo la cessione del business alla cordata guidata dal fondo di private equity, un affare da 18 miliardi di dollari che ha visto coinvolte anche Apple, Dell Technologies, Kingston, Seagate ed Sk Hynix. Un affare controverso e contestato da Western Digital, in virtù di un’intesa preliminare firmata in precedenza e di una joint venture in essere tramite la controllata Sandisk. Un “tradimento” che aveva fatto immediatamente scattare i legali di Wd con la tesi che un’eventuale vendita avrebbe dovuto ricevere l’approvazione della società statunitense. “Ora che i problemi riguardanti il contenzioso e l’arbitraggio sono stati rimossi, non vediamo l’ora di rinnovare la nostra collaborazione con Western Digital”, ha spiegato Yasuo Naruke, executive vice president e chief executive della divisione microchip del vendor nipponico.

Quello che sembrava essere l’ultimo ostacolo alla finalizzazione dell’accordo con Bain Capital sembra ora essere stato superato e Toshiba potrà, con tutta probabilità, procedere alla monetizzazione del deal. Un flusso di liquidi fondamentale per l’azienda asiatica, che da diversi mesi si trova sull’orlo di una crisi finanziaria senza precedenti a causa di investimenti disastrosi nel nucleare americano. La controllata Westinghouse Electric ha infatti dichiarato bancarotta a marzo, costringendo il gruppo giapponese a una svalutazione di sei miliardi di dollari.

Per cercare di ricondurre alla ragione Wd, Toshiba si era comunque già mossa offrendo al competitor un investimento comune per lanciare una nuova linea di chip di memoria. Un approccio che sembra avere pagato, in quanto secondo il nuovo accordo siglato fra le due parti la joint venture potrà proseguire fino al 2029 e Western Digital potrà investire nel piano di espansione impostato da Toshiba lo scorso ottobre, ottenendo così l’accesso a nuove linee di produzione di chip per i propri prodotti.