Non è un momento facile per chi, come Western Digital, produce oggetti destinati (anche) ai personal computer. La lentezza del mercato dei Pc rallenta anche le vendite di hard disk interni ed è uno dei principali colpevoli nel declino del 15% nel secondo trimestre dell’anno fiscale in corso, versus l’analogo periodo del 2015. Il quarter, chiuso il 1° gennaio, ha portato nelle casse di Wd 3,36 miliardi di dollari, confermando la tendenza al ribasso già mostrata nel trimestre precedente.

Nel periodo, l’utile netto è arrivato a 251 milioni di dollari nella valutazione Gaap (calcolato secondo parametri non Gaap, salirebbe a 374 milioni di dollari), corrispondenti a 1,07 dollari di utile per azione (o 1,6 dollari su basi non-Gaap). Rispetto a un anno fa, il calo è del 40% e a pesare su questo dato c’è anche l’incremento (+2%) delle spese operative.

Il numero di hard drive distribuiti nei tre mesi è 49,7 milioni di unità, ovvero il 19% in meno dell’analogo periodo di un anno prima. Come già sottolineato, il calo è dovuto principalmente alla debolezza del mercato dei Pc (ristrettosi dell’11% a volume nel 2015, secondo i dati di Idc), ma Western Digital ha visto restringersi anche le vendite di hard disk e altri supporti di memoria esterni.

Non tutto è fosco, anzi, nell’orizzonte di business di Western Digital. Nel trimestre il vendor ha fatturato nel trimestre 270 milioni di dollari grazie agli Ssd di livello enterprise, con un incremento del 45% anno-su-anno; proiettati sull’intero 2015, i numeri diventano 971 milioni di dollari di giro d’affari e 65% di variazione rispetto al 2014. E ulteriore linfa potrà arrivare nei prossimi mesi dalle memorie Nand flash di SanDisk, quando andrà in porto l’annunciata acquisizione da 19 miliardi di dollari.