WikiLeaks ha denunciato le filiali europee di Visa, Mastercard e altre società di credito per aver annullato i rispettivi contratti di servizio. La questione è nota: lo scorso novembre dopo la diffusione online dei cablogrammi diplomatici statunitensi tutti i fornitori del sito si sono defilati, probabilmente su pressione delle istituzioni governative.
WikiLeaks
DataCell, la piattaforma data center e di web hosting, che gestisce il gateway di donazione online a cui si affida WikiLeaks, vorrebbe che fossero ripristinati tutti i servizi. L'avvocato Sveinn Andri Sveinsson ha istruito al riguardo due cause civili (in Islanda e Danimarca) e una denuncia che verrà sottoposta alla Commissione Europea. In quest'ultimo caso si parla di violazione degli articoli 101 e 102 della normativa UE per la competizione.
In pratica secondo i denuncianti Visa e MasterCard avrebbero convinto Teller, il provider di servizi di pagamento online danese partner di DataCell, a interrompere ogni attività che riguardasse WikiLeaks. Il problema è che Visa detiene il 67,6% del mercato mentre Mastercard il 27,7%: un dominio sul settore che secondo WikiLeaks consente politiche di discriminazione dannose per le imprese.
Secondo DataCell ogni tentativo di coinvolgere altri fornitori si sarebbe dimostrato vano. Visa e MasterCard sembrano aver proibito alle altre società di collaborare.