Wind Tre ora è completamente cinese. Ck Hutchison ha rilevato il 50 per cento dell’operatore italiano dai russi di Veon (ex Vimpelcom), che prima della fusione fra le due telco controllavano il pacchetto che faceva riferimento a Wind. L’operazione vale circa 2,45 miliardi di euro e porterà nelle casse del conglomerato russo, ma con sede ad Amsterdam, 1,1 miliardi di guadagno netto. La chiusura dell’accordo è prevista per il terzo o quarto trimestre 2018 e, come da prassi, è soggetta ai pareri del regolatorio. La liquidità generata dalla transazione darà a Veon l’opportunità di ridurre la propria esposizione debitoria e di procedere all’acquisizione di alcuni asset di Global Telecom Holding in Pakistan e Bangladesh. “Siamo lieti di essere gli unici proprietari di Wind Tre, in modo da aumentare il più possibile il valore per i nostri azionisti”, ha commentato Canning Fok, co-managing director di Ck Hutchison. “Speriamo di continuare a investire nel futuro digitale dell’Italia”.

Nel 2017 Wind Tre ha registrato ricavi in flessione del 4,5 per cento a 6,2 miliardi di euro, ma con un Ebitda in crescita dell’1,2 per cento a 2,2 miliardi. La fusione tra i due operatori, avvenuta formalmente a fine 2016, nel corso dell’ultimo esercizio fiscale ha portato i benefici sperati, generando sinergie operative per 167 milioni di euro. Pochi giorni fa l’azienda ha “celebrato” il primo compleanno del nuovo Ceo, Jeffrey Hedberg, che a fine giugno 2017 è subentrato a Maximo Ibarra (al timone durante la nascita della joint venture).

Lo scenario italiano delle telecomunicazioni si modifica ancora, a distanza di poche settimane dall’ingresso nel mercato della francese Iliad. L’operatore d’oltralpe, guidata in Italia dal giovane Ceo Benedetto Levi, offre per il primo milione di clienti un piano in abbonamento a prezzi molto bassi: 5,99 euro al mese per 30 GB di traffico in 4G+, oltre a chiamate ed Sms illimitati.