Il coronavirus penalizza anche Microsoft e in particolare Windows, come d’altra parte sta facendo con Apple, Huawei, Lenovo e un po’ con tutta l’industria dell’hardware tecnologico. Da Redmond è giunta una comunicazione che aggiorna le previsioni sui risultati del terzo trimestre dell’anno fiscale 2020, quello di gennaio, febbraio e marzo: “Benché la domanda per Windows sia alta e in linea con le nostre attese, le operations della supply chain stanno tornando alle normalità in modo più lento del previsto”, ha ammesso l’azienda, ricordando come al momento la sua priorità sia quella di garantire la massima sicurezza ai suoi dipendenti, partner e clienti.

 

“Di conseguenza”, prosegue la nota, “ci aspettiamo di non raggiungere nel terzo trimestre dell’anno fiscale 2020 la nostra stima per il segmento More Personal Computing, dato che gli Oem di WIndows e Surface sono stati penalizzati più di quanto previsto inizialmente. Le altre componenti della nostra guidance per il terzo trimestre restano immutate”.

 

In parole povere, se non si producono e non si commercializzano nuovi Pc (perché le fabbriche degli Oem sono chiuse o comunque non lavorano a regime), le vendite di licenze Windows su larga scala rallentano. I ricavi della divisione More Personal Computing (in cui confluiscono le attività di Windows, dei Surface, di Xbox, di altri prodotti hardware e del motore di ricerca Bing) saranno dunque inferiori a quanto previsto nella guidance emessa il 29 gennaio, compresa tra 10,75 e 11,15 miliardi di dollari. 

 

Secondo le stime della società di ricerca cinese TrendForce, nel 2020 la produzione di smartphone calerà dell’1,3% a causa dell’impatto del coronavirus sulla supply chain e sulla domanda, mentre il numero di Pc distribuiti su scala globale sarà inferiore dell’1,4% rispetto ai volumi del 2019.