L’Italia guida, o quasi, la corsa delle aziende europee verso la consumerizzazione. Il nostro Paese è infatti secondo solo all’Olanda quanto all’utilizzo delle tecnologie mobili personali per attività lavorative: lo svela una ricerca di Trend Micro sul rapporto tra mondo business e dispositivi tipicamente consumer come smartphone, tablet, netbook e notebook.
A fine ottobre 2011, 2.245
professionisti di 500 grandi aziende (da oltre 5mila dipendenti) di dieci Paesi
dell’Europa occidentale, Italia inclusa, si sono confrontati sul tema del “bring
your own device”, partecipando alla survey online commissionata da Trend Micro
a Loudhouse, una società di ricerca indipendente con base a Londra.
I risultati della ricerca di Loudhouse per Trend Micro (ottobre 2011)
E i risultati, per quanto
riguarda l’Italia, sorprendono in positivo: un buon 59% di aziende, sulle 300
partecipanti al sondaggio, vede favorevolmente l’utilizzo di tecnologie
personali per fini lavorativi.
Il più generale scenario europeo presenta numeri un po’ più bassi. In media meno della metà delle aziende censite, il 47%, concede ai dipendenti l’uso di personal device per svolgere attività lavorative. Le percentuali dei diversi paesi differiscono però in modo anche significativo. Si parte dal 67% di società aperte alla consumerizzazione nella “permissiva” Olanda, scendendo al 59% dell’Italia e a seguire Francia (52%), Danimarca (47%), Regno Unito (46%), Belgio (43%), Irlanda (42%), Norvegia (42%), Germania (36%) e Svezia (35%).
Per quanto riguarda gli intervistati italiani, gli strumenti di
riferimento sono prevalentemente laptop (nel 72%
dei casi), smartphone (58%) e tablet (35%), quasi sempre messi a disposizione dall’azienda
stessa (nel 70% dei casi).
Una concessione che è
presto spiegata: le imprese si aspettano benefici legati una riduzione dei
costi operativi (citata dal 49% del campione italiano) e a incrementi della
produttività (44%), mentre motivazioni secondarie sono la volontà degli
executive (34%) e l’accesso a strumenti di collaborazione fra dipendenti (26%).
Il miglioramento delle prestazioni lavorative non è invece il primo pensiero
dei dipendenti nostrani, che nel 40% delle risposte menzionano la comodità d’uso,
nel 25% la flessibilità e solo nel 19% il fattore produttività.
Tutti contenti? Sì, ma la
ricerca Trend Micro evidenzia come su un importante aspetto, che certamente
andrà definito, al momento stazionino ancora dei puntini di sospensione: l’assenza di una strategia di sicurezza integrata
nelle policy aziendali.
Le procedure adottate dalle imprese italiane, infatti,
sono occasionali ed estemporanee, e non coprono tutte le tecnologie e
apparecchiature. Solo il 49% delle aziende ha definito policy di sicurezza per
gli smartphone e solo il 40% per i tablet.
E in caso di guasti o necessità di assitenza? Meno della metà (44%) delle imprese tricolori offre un completo supporto IT, mentre prevalgono le circostanze di assistenza limitata (29%) o nulla (28%). Su questo fronte, siamo comunque il Paese più virtuoso, perché la media è del 30% di supporto completo (35% parziale e 35% nulla), con maglia nera assegnata alla Svezia, dove nel 68% dei casi non è offerto alcun servizio.
I metodi di protezione dei dati adottati dalle aziende
Tema spinoso è anche
quello della privacy. La possibilità di accesso ai database aziendali riguarda
addirittura il 32% del totale campione, mentre in circa il 10% dei casi i dati
sensibili aziendali – piani strategici, di Custumer Relationship Management o dati finanziari - sono accessibili
da terminali mobili che sono potenzialmente vulnerabili, e basta pensare a
furti o accessi non controllati, o ad attacchi informatici. Il metodo di
protezione più comune è l’installazione di software di sicurezza antivirus (60%),
e a seguire la possibilità di bloccare i dispositivi (30%), il monitoraggio da
remoto (28%) e altri.
E un altro dato, ancora
più generale, è interessante: il 39% degli intervistati ammette che la propria
azienda è stata colta impreparata da fenomeni di consumerizzazione “rapida e
non pianificata”, tant’è che nel 28% dei casi ancora non esiste alcuna policy di
utilizzo di telefoni, tablet e Pc
portatili a scopo lavorativo.
Le tecnologie, insomma, spesso sembrano viaggiare più velocemente delle strategie di business. Sul fronte normativo e su quello della sicurezza, però, è tempo che le aziende recuperino terreno.
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