Consumerizzazione dell'IT: l’Italia locomotiva d'Europa

di Valentina Bernocco
pubblicato venerdì 20 gennaio 2012

Seconde solo all’Olanda, le imprese del Belpaese sono propense nel 59% dei casi a concedere l’utilizzo di device personali per fini lavorativi: lo svela una ricerca di Trend Micro condotta su oltre 2mila dipendenti di 500 grandi aziende. Nervo scoperto è il tema della sicurezza.

L’Italia guida, o quasi, la corsa delle aziende europee verso la consumerizzazione. Il nostro Paese è infatti secondo solo all’Olanda quanto all’utilizzo delle tecnologie mobili personali per attività lavorative: lo svela una ricerca di Trend Micro sul rapporto tra mondo business e dispositivi tipicamente consumer come smartphone, tablet, netbook e notebook.

A fine ottobre 2011, 2.245 professionisti di 500 grandi aziende (da oltre 5mila dipendenti) di dieci Paesi dell’Europa occidentale, Italia inclusa, si sono confrontati sul tema del “bring your own device”, partecipando alla survey online commissionata da Trend Micro a Loudhouse, una società di ricerca indipendente con base a Londra.

I risultati della ricerca di Loudhouse per Trend Micro (ottobre 2011)


E i risultati, per quanto riguarda l’Italia, sorprendono in positivo: un buon 59% di aziende, sulle 300 partecipanti al sondaggio, vede favorevolmente l’utilizzo di tecnologie personali per fini lavorativi.

Il più generale scenario europeo presenta numeri un po’ più bassi. In media meno della metà delle aziende censite, il 47%, concede ai dipendenti l’uso di personal device per svolgere attività lavorative. Le percentuali dei diversi paesi differiscono però in modo anche significativo. Si parte dal 67% di società aperte alla consumerizzazione nella “permissiva” Olanda, scendendo al 59% dell’Italia e a seguire  Francia (52%), Danimarca (47%), Regno Unito (46%), Belgio (43%), Irlanda (42%), Norvegia (42%), Germania (36%) e Svezia (35%).

Per quanto riguarda gli intervistati italiani, gli strumenti di riferimento sono prevalentemente laptop (nel 72% dei casi), smartphone (58%) e tablet (35%), quasi sempre messi a disposizione dall’azienda stessa (nel 70% dei casi).

Una concessione che è presto spiegata: le imprese si aspettano benefici legati una riduzione dei costi operativi (citata dal 49% del campione italiano) e a incrementi della produttività (44%), mentre motivazioni secondarie sono la volontà degli executive (34%) e l’accesso a strumenti di collaborazione fra dipendenti (26%). Il miglioramento delle prestazioni lavorative non è invece il primo pensiero dei dipendenti nostrani, che nel 40% delle risposte menzionano la comodità d’uso, nel 25% la flessibilità e solo nel 19% il fattore produttività.

Tutti contenti? Sì, ma la ricerca Trend Micro evidenzia come su un importante aspetto, che certamente andrà definito, al momento stazionino ancora dei puntini di sospensione:  l’assenza di una strategia di sicurezza integrata nelle policy aziendali.

Le procedure adottate dalle imprese italiane, infatti, sono occasionali ed estemporanee, e non coprono tutte le tecnologie e apparecchiature. Solo il 49% delle aziende ha definito policy di sicurezza per gli smartphone e solo il 40% per i tablet.

E in caso di guasti o necessità di assitenza? Meno della metà (44%) delle imprese tricolori offre un completo supporto IT, mentre prevalgono le circostanze di assistenza limitata (29%) o nulla (28%). Su questo fronte, siamo comunque il Paese più virtuoso, perché la media è del 30% di supporto completo (35% parziale e 35% nulla), con maglia nera assegnata alla Svezia, dove nel 68% dei casi non è offerto alcun servizio.

I metodi di protezione dei dati adottati dalle aziende

Tema spinoso è anche quello della privacy. La possibilità di accesso ai database aziendali riguarda addirittura il 32% del totale campione, mentre in circa il 10% dei casi i dati sensibili aziendali – piani strategici, di Custumer Relationship  Management o dati finanziari - sono accessibili da terminali mobili che sono potenzialmente vulnerabili, e basta pensare a furti o accessi non controllati, o ad attacchi informatici. Il metodo di protezione più comune è l’installazione di software di sicurezza antivirus (60%), e a seguire la possibilità di bloccare i dispositivi (30%), il monitoraggio da remoto (28%) e altri.

E un altro dato, ancora più generale, è interessante: il 39% degli intervistati ammette che la propria azienda è stata colta impreparata da fenomeni di consumerizzazione “rapida e non pianificata”, tant’è che nel 28% dei casi ancora non esiste alcuna policy di utilizzo di telefoni, tablet  e Pc portatili a scopo lavorativo.

Le tecnologie, insomma, spesso sembrano viaggiare più velocemente delle strategie di business. Sul fronte normativo e su quello della sicurezza, però, è tempo che le aziende recuperino terreno.


 
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Azienda: Trend Micro
Parole chiave: Scenari
 
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