Reattività operativa: per sinterizzare una delle sfide che le aziende dovrebbero fare propria nel corso del 2012 per reagire prontamente agli eventi ed a variabili sempre meno prevedibili, Progress Software è ricorsa a questo concetto. E John Bates, Chief Technology Officer della società amaricana, ha spiegato cosa questo signigica: “quest’anno continueremo a vedere un cambiamento nel ruolo dell’IT all’interno del business. Le aziende utilizzeranno sempre di più il cloud, la social collaboration e le tecnologie mobili, con un conseguente maggior controllo sui risultati, le operazioni, gli utenti ed i processi. Tutti si aspettano una maggiore trasparenza, dunque, per far fronte a questa evoluzione si richiederà all’IT di lavorare fuori dai propri confini tradizionali e di diventare più flessibile e reattiva per rispondere ad un panorama di business sempre più complesso”.
Per questo sicurezza informatica, strumenti di collaborazione e applicazioni web-based saranno temi sempre presenti nell’agenda dei Cio e delle aziende durante tutto il 2012. E stando al vademecum stilato da Progress Software, cui fa pendant quello messo nero su bianco da un altro specialista di soluzioni per la gestione dei dati come Kroll Ontrack, ecco cosa le aziende possono aspettarsi dall’anno appena iniziato in fatto di principali dinamiche del mercato IT.

La maturità del cloud pubblico. Secondo una recente ricerca della stessa società americana, circa il 25% dei software vendor di doterà di un’infrastruttura di cloud pubblico entro la fine del 2012. Le aziende passeranno dal valutare all’implementare le infrastrutture di questo, facendo così crescere la domanda di sistemi cloud-enabled e di applicazioni al ruolo di driver ad alte prestazioni e di rampe on/off verso il cloud.
Le aziende continueranno inoltre ad aumentare l'uso del cloud computing nel 2012. Secondo un rapporto recentemente pubblicato da Cisco Systems, il traffico di rete generato dal cloud aumenta del 66% ogni anno. Anche se il cloud computing offre uno storage ottimizzato che non è collegato a una specifica infrastruttura, questa tecnologia si basa ancora su componenti hardware e di conseguenza non è immune dalla perdita dei dati. Chi adotta le soluzioni cloud dovranno quindi lavorare con il proprio fornitore per capire come tutelarsi in caso di perdita di dati.
L’autenticazione e
l’autorizzazione dei dati nel cloud saranno secondo Progress Software
una priorità. La domanda non sarà più se accedere ai dati attraverso
dispositivi e piattaforme, ma come garantire la sicurezza negli ambienti
più disparati. Chi avrà accesso ai dati? Quale criptazione adottare?
Costi sotto controllo uguale efficienza. Nel 2011 il costo è stato il parametro di riferimento per l’adozione del cloud. Nel 2012, le aziende continueranno a controllare i costi ma si concentreranno anche sull’efficienza del sistema e sul time to market. Inoltre, abbandoneranno le funzioni di semplice test e stage per adottare quelle di gestione e monitoraggio. Per massimizzare l’efficienza, i Cio dovranno trovare soluzioni che offrono una maggiore automazione dei processi in ambiente cloud.
Le applicazioni parlano la lingua del Web. Per tenere il passo
con la proliferazione dei dispositivi, almeno l’80% delle applicazioni
aziendali saranno Web based e ogni nuova applicazione sarà business
process enabled e distribuita sul cloud. Le aziende di successo
prenderanno in seria considerazione i set di strumenti per
l’ottimizzazione delle applicazioni di nuova generazione così come quei
software che permetteranno loro di creare un ponte verso le applicazioni
meno recenti ed i dati a cui hanno ancora bisogno di accedere.
Freeware no grazie. Dal momento che sempre più aziende traggono
benefici da Internet, sostiene Progress Software, si stanno abbandonando
freeware e open source poiché peccano di sicurezza
nell’interoperabilità. Tutto è gratuito su Internet fino a quando non
sorge un problema. Nel 2012 vedremo un maggior supporto a Odbc (Open
Database Connectivity, un’Api standard per la connessione ai Dbms) e
investimenti in connettività dei dati, poiché le aziende cercano driver
Odbc affidabili e robusti per gestire le transazioni finanziarie in modo
sicuro e veloce.
Social enterprise sì ma occhio ai dati. Le applicazioni di collaborazione sociale domineranno nel mondo business dal momento che i dipendenti cercano nuovi strumenti per condividere e innovare in modo più efficace tra regioni e linee di business. Il bisogno crescente di funzionalità di collaborazione sarà così fondamentale e le aziende si aspettano che queste siano integrate nelle applicazioni di business.
Twitter, LinkedIn e Facebook, fa notare Kroll Ontrack, sono sempre più utilizzati dalle aziende per attività di marketing, assunzioni e condivisione delle informazioni ed è quindi necessario che i cio tengano ben presente l’importanza di proteggere le informazioni di natura “social” e di decidere dove memorizzarle fisicamente. A un maggiore livello di interazione tra individui equivale un incremento del volume di storage e di conseguenza una maggiore probabilità di perdere i dati oltre a una maggiore vulnerabilità per la sicurezza degli stessi.
Ambienti virtuali a rischio? Per la virtualizzazione il pericolo maggiore è rappresentato, secondo Kroll Ontrack, dalla gestione delle informazioni. Pur non essendo infatti memorizzate su un supporto fisico, l’indipendenza dall’hardware non elimina i rischi di guasti ai dispositivi, errori operativi o di una insufficiente formazione del personale. Senza dubbio la virtualizzazione offre una maggiore flessibilità e indipendenza dall'hardware ma il rischio di perdere i dati rimane comunque un aspetto da tenere in considerazione. Anche nel mondo virtuale, le informazioni sono comunque memorizzate su disco rigido o su nastro e le aziende dovrebbero quindi adeguare le proprie strategie di gestione delle informazioni alle nuove tecnologie adottate, tenendo conto dei rischi associati.
Mobilità e consumerizzazione. Nel 2012 aumenterà infine il numero di utenti che usano il cellulare o il tablet personali anche nel privato, memorizzando quindi una grande quantità di dati aziendali su questi dispositivi. Le aziende dovranno quindi prendere in considerazione soluzioni sia per la protezione di questi dati che la cancellazione sicura degli stessi, una volta che il dipendente lascia l’azienda.
Anche il crescente trend “bring-your-own-device” (Byod, ossia “porta il tuo dispositivo”) presenta alle aziende nuove sfide, perché i cellulari personali, i tablet e i notebook potrebbero non essere sufficientemente sicuri. Senza una strategia di backup per i dispositivi portati in azienda dai singoli dipendenti, informazioni di valore potrebbero andare perse se il sistema viene danneggiato o il dispositivo rubato.
I tanti episodi di violazione dei dati verificatesi nel 2011 dimostrano, questo il passaggio conclusivo dell’analisi di Kroll Ontrack, che le informazioni, se non eliminate in modo sicuro, continuano ad essere facilmente recuperabili senza particolari difficoltà. Le aziende che nel 2012 adotteranno nuove tecnologie dismettendo o donando a istituzioni di beneficenza i dispositivi meno recenti devono quindi sviluppare strategie per la cancellazione sicura dei dati. Questo vale per tutti i dispositivi mobili, i computer portatili, le infrastrutture virtuali, le chiavette Usb e le schede di memoria che lasciano l’azienda.