Ci voleva Serpico per far capire l’importanza dell’Ict?

di Luigi Ferro
pubblicato giovedì 22 dicembre 2011

L’Agenzia delle entrate può finalmente sfruttare a fondo la potenza di elaborazione del maxi cervellone da 2mila server per combattere l’evasione fiscale. Dal primo gennaio 2012 terrà sotto controllo i conti correnti e tutte le operazioni bancarie sopra i 1000 euro degli italiani. In ballo ci sono 120 miliardi oggi sottratti alle casse dello Stato.

Nelle società in trasformazione, con il cambiamento che pervade l’organizzazione e il modello di business, emerge la figura del Cio. È come se improvvisamente l’azienda si accorgesse che la tecnologia serve davvero e non è solo un mezzo per archiviare dei dati o risparmiare qualche soldo. È un qualcosa che genera innovazione. Lo dicono i risultati di una survey del Politecnico, che ben si possono adattare alla situazione della pubblica amministrazione.



Martedì 20 dicembre, l’apertura del quotidiano “La Repubblica” e due pagine interne erano dedicate infatti al supercomputer, denominato Serpico (evocativo acronimo di Servizio per i contribuenti) che metterà al tappeto, si spera, l’evasione fiscale. Improvvisamente anche i grandi media scoprono le virtù dell’Ict.

Così come succede nella serie Criminal minds, dove la squadra  di analisi comportamentale dell’Fbi con l’ausilio di un’analista cerca e trova i serial killer, anche in Italia sarà possibile incrociare i dati delle banche dati. Un’operazione dal punto di vista informatico complessa ma non da fantascienza. Solo che fino a oggi sembrava a molti che non si potesse fare.


Forse il governo dei tecnici qualche critica merita, ma un primo merito ce l’ha sicuramente. Preso atto che non era un problema tecnologico - il cervellone dava già il suo contributo da cinque anni- con un’apposita norma di legge hanno permesso di sfruttare a fondo le sue capacità.

Basta digitare un codice fiscale o una partita Iva e a valanga arrivano i dati che collegano il numero a un nome (privato cittadino o impresa), alle sue proprietà e alle sue ultime cinque dichiarazioni dei redditi. Una volta identificato il “sospetto” basterà spostare il puntatore del mouse sui comandi che interrogano i database del catasto, del demanio, della motorizzazione, dell’INPS, dell’INAIL e via dicendo. Il tutto in qualche millesimo di secondo. Lo si diceva che da tempo che era possibile farlo, che i dati erano lì alla portata del fisco e non c’erano ostacoli tecnologici di sorta. Eppure…..

Serpico, questo il nome del sistema informatico che macina oltre 22mila informazioni al secondo, utilizza 2mila server dell’Agenzia delle entrate (ubicati in meno di 2mila quadri nei sotterranei romani della Sogei, mentre le macchine diback-up sono invece situati in Abruzzo) e potrebbe concretamente aiutare il Paese a recuperare buona parte dell’evasione.

Attilio Befera, direttore dell'Agenzia delle Entrate: “Il super computer Serpico non sarà un Grande Fratello”


Giusto per fare un po’ di cultura su Serpico: l'attività di monitoraggio ed elaborazione dati proseguirà 24 ore su 24 a un ritmo di 22.200 informazioni al secondo e l'obiettivo è quello di ritrovare quei 120 miliardi di euro (stimati) di evasione fiscale che pesano come un macigno sui conti dello Stato. Il software che gira al suo interno è collaudato e lo prova il fatto che negli ultimi 5 anni ha consentito di scovare ben 350mila evasori e recuperare fino a 11 miliardi di euro.

Ai tecnici del Governo Monti si deve la seguente miglioria, che di dice essere pronta per gennaio e che alla Sogei pare chiamino “bazooka”. Serpico raccoglierà infatti tutti i dati riguardanti i conti correnti bancari, i titoli in portafoglio, i movimenti sopra i mille euro ed altre operazioni. In pratica Banche e intermediari finanziari d'ora in poi saranno costretti a spedire una nota periodica al Fisco (l'analisi dei conti correnti era consentita fino ad oggi solo se era già in corso un accertamento fiscale). La logica di Serpico è "semplice": di fronte a ogni anomalia fiscale emersa, frutto dell'incrocio di ogni parametro analizzato, parte un alert automatico che raggiunge la sede provinciale del caso individuato. E se questo rigurada un evasore da un milione di euro tanto meglio per tutti.

Lo si diceva da tempo, così come da tempo si parla dell’utilità della banda larga, di una Pa più efficiente e dell’importanza di utilizzare le tecnologie Ict e Internet nelle aziende.  Per la Pa era e rimane soprattutto un problema di volontà politica. Per le aziende cercasi imprenditori illuminati. Soprattutto fra le Pmi. Magari Serpico fa scuola.

   
Ha collaborato Gianni Rusconi
 
 
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