L’iPad e il Kindle Fire sono o non sono i post Pc?

di Gianni Rusconi
pubblicato venerdì 10 febbraio 2012

Il dibattito l’ha aperto Steve Jobs, elevando l’iPad al ruolo di prodotto emblema di una nuova era del personal computing. Qualcuno, però, non è d’accordo e difende lo status di notebook e desktop parlando di complementarietà fra i due device. Chi ha ragione? E perchè?

I tablet sono dei personal computer di nuova generazione o semplici estensioni dei pc tradizionali? Il dibattito è quanto mai aperto, anche in relazione alla prevista prossima ondata di annunci di tavolette a piattaforma Android (versione 4.0 Ice Cream Sandwich) e quella parecchio attesa nel segno di Windows 8 (fra cui ci sarà sicuramente anche il tablet di Nokia).

Steve Jobs con l'iPad


Il punto focale della questione è il seguente: siamo nell’era post pc come ne era del tutto convinto Steve Jobs oppure no? Le opinioni al riguardo possono essere ovviamente diverse, e anche diametralmente opposte. Detto che ognuna di queste merita rispetto, è interessante rilevare come sul tema argomentino gli analisti di settore. Quelli di Canalys, non più tardi di qulache giorno fa, si sono apertamente schierati con il defunto Ceo di Apple, attribuendo alla casa di Cupertino il titolo di più grande vendor al mondo di pc nel quarto trimestre del 2011, con una quota di mercato del 17% a livello mondiale.

Come si spiega questo exploit clamoroso della Mela? Semplice: gli iPad sono finiti in classifica insieme a desktop e notebook e in virtù di un venduto di oltre 15 milioni di esemplari ecco che Apple diventa “magicamente” il primo produttore di computer del pianeta.


Con una motivazione, a firma di Steve Brazier, Ceo di Canalys, che sulla carta non fa una grinza: “stiamo attraversando il più grande cambiamento dell’industria dei pc degli ultimi 20 anni”. Tanto che Amazon (cinque milioni di Kindle Fire spediti in due mesi) potrebbe occupare in pochi anni il posto di Hewlett Packard, Lenovo o Dell in qualità di gigante del settore.

Sicuramente. Ma questo non può indurre a credere per forza di cose che i tablet sono dei “veri” computer, in tutto e per tutto alternativi (e non complementari) ai classici portatili o a quelli ultrasottili e più efficienti che Intel ha ribattezzato abilmente con il marchio ultrabook.

D’accordo la grande e rapida evoluzione della funzionalità di iOs ma non si può ricondurre il concetto di personal computing alla sola esperienza d’uso del device. Questo è il credo di Apple, è stata la carta vincente che Jobs ha magistralmente posato sul tavolo prima con l’iPod, poi con l’iPhone e quindi con l’iPad.


Bob O'Donnell, program vice president Clients and Displays di Idc, è fra coloro che sono in disaccordo con il fondatore della società della Mela e sono altresì convinti che l’era post pc non è ancora iniziata. Siamo, invece, in quella che l’analista definisce “pc plus era”, e cioè in un momento storico in cui le persone possiedono altri device oltre al personal computer.

Con i tablet si possono fare molte cose ma, ecco uno spartiacque fondamentale secondo O’Donnell, la tastiera fisica è attualmente ancora un attributo molto importante, al pari delle capacità di calcolo necessarie per gestire applicazioni particolarmente complesse.


 
Per farla breve la teoria di chi vede l’iPad, il Kindle e le tavolette in genere come un gadget tecnologico evoluto è la seguente: i tablet occupano un posto unico nell’universo del computing, i pc altrettanto. Ma sempre di più saranno capaci di lavorare insieme, in modo fra loro complementare.

E l’analista di Idc fa un esempio per dare concretezza a questo pensiero: Adobe ha sviluppato una serie di apps per interfacce touch appositamente per i tablet, senza pensare che queste debbano rimpiazzare quelle già esistenti per desktop. Semplicemente vi sono due tipologie di applicazioni, le prime utili a un certo tipo di attività, le seconde per altre. Lo stesso discorso vale per tavolette e tradizionali pc, con le prime a fare da appendice e da estensione ai secondi.


Jobs, sicuramente, contesterebbe vigorosamente questa tesi. Magari aiutandosi con alcuni dati. Per esempio quelli di un’indagine a firma di IDG Connect, secondo cui il 51% dei manager con in borsa un iPad affermano di utilizzarlo sempre al lavoro (un ulteriore 40% lo fa qualche volta) e il 71% vi fa ricorso per attività di business fuori dall’ufficio. O quelli emersi da un report di Forrester Research, in cui il 27% di un campione di oltre 3.000 grandi aziende (con più di 1.000 dipendenti) ha confermato il supporto per l’iPad e un addizionale 31% ne ha già pianificato l’adozione.

Sarà la consumerizzazione, sarà la moda ma il marchio Apple sta progressivamente entrando anche in campo enterprise. Ma se questo è un dato di fatto, non significa automaticamente che i tablet abbiano già dato inizio all’era “post Pc”. Questo, almeno, è anche il pensiero di chi vi scrive.



 
Commenti dei lettori (1)
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Commento di andretti60 pubblicato in data 11 febbraio 2012 alle ore 02:52
Secondo me l'era del post-pc e' cominciata con gli SmartPhone, ed e' solo cominciata.

Forse il problema e' che al pc come e' conosciuto ora e' stato dato un nome poco appropriato, perche' ormai a differenza del primo pc con DOS, il pc odierno e' un dispositivo multi-uso, multi-utente, forse l'equivalente di un coltello multiuso: va bene per fare molte cose, ma se vogliamo farne una bene e per molto tempo (tipo avvitare una vite dopo l'altra giorno dopo giorno) allora abbiamo bisogno di uno strumento particolare che faccia solo quello (un cacciavite elettrico con la gista testa, per esempio) E di fatto sappiamo gia' che il pc non puo' fare tutto, non viene usato per esempio per un server, o per fare calcoli pesanti, o grandi elaborazioni di dati. Come non puo' essere usato in viaggio, ecco perche' sono nati i laptop. Il computer di bordo in un aereo o in qualsiasi veicolo non e' un pc, e via dicendo. Il fatto che uno strumento elettronico abbia una CPU non fa di quell'oggetto un pc.

Per lo stesso motivo non sono in accordo che la tastiera fisica sia "sempre" indispensabile. Lo e' per molte applicazioni, ma non per tutte. L'infermiera che fa l'iniezione deve solo sapere il nome del paziente, e cliccare la casella X che dice che la medicina Y e' stata somministrata all'ora Z. La cameriera o la cassiera che prende gli ordini dei clienti deve solo cliccare X per un ordine di un panino e Y per una Coca. L'operaio in una fabbrica che controlla il funzionamento degli apparati deve solo vedere che le luci di emergenza e di funzionamento siano accese correttamente, e se succede qualcosa clicca il pulsante X per fermare la produzione o prendere l'azione opportuna. E potrei continuare all'infinito.

Sempre secondo me, Steve Jobs aveva ragione a paragonare il pc a un autocarro: va bene per la maggior parte dei casi, ma non per tutti. Per questo motivo la tesi che il tablet puo', in alcuni casi, sostituire il pc e' perfettamente valida. E il fatto che il tablet si possa sincronizzare mediante internet, senza passare da un pc fisso, rende i dispositivi mobili sempre piu' auto-sufficienti.
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