La nuova frontiera dell’hi-tech è dentro le auto?

di Gianni Rusconi
pubblicato venerdì 20 gennaio 2012

All’ultimo Ces di Las Vegas, le varie Audi, Ford e Mercedes hanno messo in vetrina le ultime avanguardie dei rispettivi sistemi di infotainment di bordo all’insegna di chip multi core, display 3D, servizi cloud, reti 4G e naturalmente apps mobili in grande quantità. Quello delle quattro ruote è la vera nuova terra promessa per i big della Silicon Valley?


Il matrimonio fra auto e tecnologia, fra sistemi di “in car infotainment” e telefonini, è stato – se mai qualcuno ancora dubitava - sancito all’ultima edizione del Conbsumer Electronic Show. La kermesse é stata una grande vetrina per l’industria automotive e per quelle aziende che dentro l’auto (o per lo meno nei prototipi che anticiperanno le future vetture di serie) ci hanno portato quelle tecnologie che fino a ieri erano prerogativa di computer e device elettronici da utilizzare in ufficio o nei salotti. Chip a quattro cervelli, software, connessioni in banda larghissima per accedere ai contenuti residenti nella cloud e ovviamente applicazioni da utilizzare sfruttando la sincronizzazione fra computer di bordo e smartpone.



L’elenco delle collaborazioni fra grandi case automobilistiche e nomi noti del panorama hi-tech è lunga e vale la pena scorrerla tutta per capire concretamente di cosa stiamo parlando. Audi, per esempio, ha messo in mostra gli interni della futura A3 e a gestire il sistema di infotainment del nuovo gioiello (e di vari altri modelli) della casa dei quattro anelli ci penseranno, a partire dal 2013, computer di bordo dotati dei processori System on chip Tegra 3 Quad-Core di Nvidia, gli stessi utilizzati sui pc a tavoletta di ultimissima generazione.

Fra due anni enterà in gioco anche uno schermo da 7 pollici capace di riprodurre immagini 3D e, forse, uno speciale display (Hud, Heads Up Display) che divide il parabrezza in tre: guidatore e passeggero hanno ognuno la propria area dedicata, più una centrale condivisa, e gli elementi (per esempio una tal località e relativo itinerario per raggiungerla) si possono facilmente spostare da una parte all’altra.

Funzionalità touch e vocali che permetteranno di visualizzare direttamente contatti e informazioni sul parabrezza, senza ovviamente pregiudicare l’attenzione alla guida per il conducente, le ha esibite Mercedes. Mbrace2 è un sistema che integra un modem 3G per accedere direttamente dall'auto, tramite il volante e grazie all’ausilio di una cloche universale, a diversi servizi online.

In tema di reti mobili a banda larga molto hanno avuto da dire General Motors OnStar e Verizon Wireless, che hanno portato a bordo della Chevrolet Volt elettrica un sistema – Atoms, acronimo di Advanced Telematics Operating System - che sfrutterà le reti di quarta generazione Lte per abilitare i passeggeri all’accesso alla cloud dell’operatore di telefonia statunitense del provider telco, da cui poter scaricare e condividere in streaming i propri contenuti digitali o effettuare videochiamate via Skype. Il tutto tramite un’innovativa interfaccia uomo macchina installata sui display posizionati sul retro dei sedili anteriori del veicolo.



Assai interessante il progetto di Rydeen, e un prototipo di specchietto retrovisore con installato Android (versione “Froyo”), sempre più una costante dell’equipaggiamento on board dei veicoli di nuova generazione (anche elettrici).

Al salone tecnologico di Las Vegas era presente anche Ford e dal Ceo Alan Mulally in persona è arrivata conferma dell’importanza delle tecnologie mobili: l’auto, ha sintetizzato il concetto il manager, è sempre più connessa e collegata alla cloud, sempre più dotata di interfacce intelligenti e sta diventando un tutt’uno con le apps mobili grazie alla sempre più stretta integrazione con gli smartphone.

Gli annunci di Ford sono quindi ruotati intorno a Sync AppLink, il sistema di connettività che permette di gestire attraverso comandi vocali (circa 10mila le istruzioni al momento riconosciute dal sistema) il computer di bordo e di utilizzare le applicazioni – come la new entry TuneIn Radio, app gratuita (già scaricabile dall’App Store) che darà la possibilità a conducenti e passeggeri della auto Ford di ascoltare decine di migliaia di emittenti radiofoniche - presenti sull’iPhone di Apple, sui BlackBerry e sui dispositivi Android.
 
Certo il campo di intervento dei vendor di tecnologia sulle auto è ancora marginale ma dietro le quinte sono in corso progetti di grande respiro che interessano aziende come Intel, Nokia, Microsoft e Ibm. Proprio nei laboratori di Big Blue si sta lavorando allo sviluppo, nell’ambito del cosiddetto Battery500 Project, di innovativi accumulatori di energia destinati alle automobili elettriche.


Uno dei difetti dei veicoli alimentati a batterie agli ioni di litio è la limitata durata di queste ultime, fattore che riduce a pochissime centinaia di chilometri l’autonomia di percorrenza? Ebbene a partire dal 2020 questo problema potrebbe essere del tutto risolto grazie a una soluzione messa a punto da Ibm.

Le batterie del futuro, questa l’innovazione in pancia al colosso dell’informatica americano, saranno di tipo litio-aria e – se gli attuali ostacoli di natura tecnologica saranno superati grazie all’apporto di un nuovo solvente elettrolitico deputato a risolvere il problema della dispersione energetica (sviluppato utilizzando modelli computazionali elaborati dai supercomputer Blue Gene) - le nuove batterie saranno in grado di garantire alle vetture elettriche di nuova generazione un’autonomia di circa 800 chilometri per singola carica.

Molti di questi progetti riguardano prototipi che forse mai vedranno il mercato di massa ma è evidente come nelle stanze dei bottoni dei giganti della Silicon Valley il business potenziale dell’in car technology sia sempre di più monitorato con attenzione. Del resto quante automobili si vendono ogni anno nel mondo? Circa 80 milioni, poco meno di un quarto del numero di pc spediti sul mercato (352 milioni) nel 2011.

 
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