I colossi cinesi spingono a tutta forza sull’intelligenza artificiale, confermando il grande fermento di questo insieme di tecnologie nel Paese del Dragone. Huawei e Baidu hanno siglato un accordo di collaborazione strategica per “sviluppare un ecosistema mobile di intelligenza artificiale per dispositivi mobili”. Al centro del patto si trovano la soluzione HiAi di Huawei e Baidu Brain, una “raccolta” di quanto sinora realizzato dal principale motore di ricerca in lingua cinese. L’ecosistema aperto sfrutterà anche le nuove Npu del gigante del mobile (Neural Network Processing Unit), presentate di recente con il lancio dei nuovi system-on-chip Kirin 970, utilizzati nei Mate 10 e Mate 10 Pro, e il framework di deep learning PaddlePaddle di Baidu. La collaborazione spazierà dalle singole tecnologie, alla fornitura di servizi e nuove applicazioni, fino ad arrivare all’erogazione di contenuti. Il tutto “condito” dall’intelligenza artificiale, la nuova frontiera tecnologica del mercato mobile.

Non è un caso che le aziende abbiano deciso di concentrarsi in particolar modo sui sistemi di riconoscimento vocale e delle immagini, in modo da consentire un’interazione ancora più naturale fra uomo e macchina. Un combinato di esperienze e competenze che porterà anche alla definizione di esperienze di realtà aumentata più coinvolgenti e accessibili. A fine novembre Baidu aveva siglato un accordo di cooperazione analoga con Xiaomi, altro produttore cinese di smartphone in rapida ascesa.

Il Kirin 970 di Huawei è il primo chip mobile dotato di unità di calcolo neurale autonoma. Secondo il colosso cinese, la Npu garantisce prestazioni superiori di 25 volte e un’efficienza maggiore di 50 volte rispetto alla media dei processori sul mercato. In un minuto il prodotto di Huawei è in grado di riconoscere oltre duemila immagini e, fra le altre cose, di creare in pochi istanti effetti artistici di alto livello sulle fotografie appena scattate.