Per i telefoni BlackBerry è arrivata la fine della fine. Dal giorno 4 gennaio 2022 la società canadese sviluppatrice del software, e a suo tempo anche dei dispositivi, ha interrotto il supporto al sistema operativo BlackBerry OS, che dunque d’ora in poi rimarranno sforniti di aggiornamenti e correttivi di sicurezza. “I servizi legacy di BlackBerry 7.1 OS e dei precedenti, come di BlackBerry 10, BlackBerry PlayBook OS 2.1 e precedenti, non saranno più disponibili a partire dal 4 gennaio 2022”, ha comunicato l’azienda. I dispositivi non potranno più ricevere aggiornamenti over-the-air e non saranno più affidabili per quel che riguarda il funzionamento di traffico dati, chiamate, Sms e numeri di emergenza. Smetteranno di funzionare correttamente anche i servizi Enhanced Sim Based Licensing (ESBL) / Identity Based Licensing, BlackBerry Link, BlackBerry Desktop Manager, BlackBerry Blend, BlackBerry Protect e le caselle email con hosting su BlackBerry. I telefoni con sistema operativo Android continueranno, invece, a ricevere supporto e aggiornamenti tramite Google.

 

In qualche modo si chiude un’era per un oggetto iconico, come ha scritto Bloomberg, mentre altre testate hanno semplicemente dato l’addio a quello che un tempo fu il “cellulare dei Vip”. Con le loro tastiere Qwerty, la possibilità di leggere le email e un sistema di messaggistica e notifiche avanguardistico, per molti anni i BlackBerry sono stati sinonimo di innovazione nel campo della telefonia mobile, permettendo agli utenti di fare cose che nessun altro dispositivo permetteva di fare. Poi, come noto, la rivoluzione smartphone ha travolto il mondo determinando l’ascesa di nuovi colossi, come Nokia prima e Samsung poi. La ex Research In Motion (ragione sociale cambiata nel 2013 in favore del nome del marchio) aveva comunque tentato di restare al passo lanciando modelli di fascia alta innovativi, come il BlackBerry 8900 Curve nel 2009 e due anni dopo il 9800 Torch, che metteva insieme schermo tattile e tastiera Qwerty fisica.

E mentre il lavoro sul fronte del software procedeva con lo sviluppo del sistema operativo BlackBerry 10, portato a bordo di nuovi smartphone nel 2013, due anni dopo l’azienda faceva il “salto della quaglia” presentando il suo primo telefono basato su Android, BlackBerry Priv, che come il nome suggerisce tutto faceva per proteggere la privacy e i dati degli utenti. Ma tutti questi tentativi non hanno saputo fronteggiare l’ascesa dei nuovi protagonisti del mercato, come Huawei (in tutte le fasce di prezzo) e l’inarrestabile iPhone (nella fascia alta).

 

I telefoni Android (come il BlackBerry Key 2) continueranno a ricevere aggiornamenti

 

Dopo un accordo di commercializzazione con la cinese Tlc, dal non eclatante esito, nel 2020 il marchio è stato ceduto in licenza all’indiana OnwardMobility. A quel punto, in ogni caso, la strada era già segnata da tempo. “Nel 2016”, scrive oggi l’azienda, “il presidente esecutivo e amministratore delegato John Chen ha annunciato che la transizione a società software era stata completata. Da allora, abbiamo fatto enormi progressi nel portare avanti la nostra strategia aziendale e oggi siamo focalizzati sull’offerta di software e servizi di sicurezza a imprese e governi di tutto il mondo”.

 

Chi è BlackBerry oggi
L’offerta di BlackBerry Limited oggi comprende
soluzioni di cybersicurezza e connettività per le comunicazioni e la collaborazione aziendale, la gestione dei dispositivi, l’Internet of Things, il settore dei trasporti e in particolare l’automotive . Nel giugno del 2021 il software BlackBerry Qnx risultava installato su oltre 195 milioni di veicoli, abilitando funzioni di sicurezza e controllo della guida, di automazione e di infotainment. Recentemente l’azienda ha stretto un accordo pluriennale con il Gruppo Bmw per la fornitura di tecnologie destinate alla futura generazione di veicoli connessi Bmw.

L’avventura continua, anche se i numeri del business non stanno alla pari con quelli dei grandi colossi della telefonia. Nel trimestre di settembre, ottobre e novembre 2021 l’azienda ha ottenuto 184 milioni di dollari di ricavi, in gran parte (128 milioni) derivanti dalle soluzioni di cybersicurezza e per le restanti parti dall’Internet of Things e dalla vendita di licenze.