La probabile fusione tra gli operatori T-Mobile e Sprint potrebbe lasciare sul terreno qualche boccone appetitoso per Amazon. Secondo quanto riportato da Reuters, il colosso di Seattle avrebbe intenzione di rilevare Boost Mobile, brand di telefonia mobile su Sim prepagate che negli Stati Uniti sfrutta la rete di Sprint (mentre in Australia, il secondo mercato dove è presente, si appoggia al network di Telstra). Il vero valore aggiunto dell’acquisizione sarebbe la possibilità di utilizzare per almeno sei anni l’infrastruttura della nuova T-Mobile, realtà che si andrebbe a creare non appena la fusione fra i due operatori sarà completata. Inoltre, spiega l’agenzia di stampa, la società di Jeff Bezos sarebbe interessata a comprare qualsiasi frequenza venisse dismessa dalle due telco alla fine dell’eventuale merger.

Eventuale perché le società stanno cercando di convincere il regolatorio statunitense della bontà delle loro intenzioni. Fra i vari piani vagliati che potrebbero ricevere l’approvazione di Federal Communications Commission e del Dipartimento di Giustizia c’è anche la possibilità di vendere proprio Boost, allo scopo di ridurre le quote di mercato nel business delle comunicazioni mobili prepagate. Il valore della fusione tra T-Mobile e Sprint è valutato in circa 26 miliardi di dollari. Le autorità degli Usa dovrebbero comunque vagliare anche la natura dell’acquirente, per essere certi che la competizione nel settore continui a essere garantita.

La vendita di Boost potrebbe portare in cassa 3 miliardi e, secondo gli analisti di Cowen, l’operatore avrebbe una base clienti compresa fra i 7 e gli 8 milioni di unità. Se l’accordo con Amazon (ancora tutto da dimostrare) includesse anche le frequenze, il valore dell’operazione potrebbe schizzare a quota 4,5 miliardi di dollari.

Al momento nessuna delle parti chiamate in causa da Reuters ha commentato l’indiscrezione. Le bocche dalle parti di Seattle sono cucite, anche perché un eventuale investimento di Bezos nel mercato della telefonia aprirebbe scenari interessanti. L’azienda ha già provato ad aggredire il settore con i Fire Phone, ma trasformarsi in un operatore aggiungerebbe una casella all’ampia gamma di servizi offerti dal gigante Usa.

Il portfolio Prime potrebbe quindi arricchirsi ulteriormente e non è difficile immaginare, per esempio, l’integrazione fra gli altoparlanti intelligenti e una linea mobile: gli utenti potrebbero effettuare chiamate dai propri dispositivi domestici appoggiandosi alla rete di Boost, che potrebbe quindi proporre tariffe scontate ai clienti Amazon.