È nato un nuovo impero delle telecomunicazioni e dei media. Salvo l’intervento del regolatorio, entro la fine del 2017 At&t avrà completamente messo le mani su Time Warner, portandosi in casa anche marchi come Cnn ed Hbo (pezzo da novanta delle serie Tv). L’accordo è stato raggiunto nel corso del weekend dai board delle due società e vale ben 85,4 miliardi di dollari, che superano i 108 se si considera anche il debito. È una delle acquisizioni di maggior peso della storia, accomunabile a quella del 2011 tra Comcast ed NbcUniversal. Gli asset di Time Warner sono stati quindi valutati circa 107,50 dollari per azione e At&t salderà metà in contanti e metà in titoli. La telco rileverà anche gli altri brand del gruppo dell’entertainment come Cartoon Network, gli studios Warner Bros e alcune delle esclusive più fruttuose dell’azienda, come quelle legate al campionato di basket della Nba.

Tra pochi mesi potrebbe quindi nascere un colosso in grado di offrire sia connettività, sia contenuti originali, fruibili ovviamente anche sulla propria rete (via cavo, satellitare, wireless). Una realtà con una capitalizzazione di mercato da oltre 300 miliardi, ma anche con un debito enorme. At&t dispone infatti di una liquidità pari a sette miliardi di dollari e un debito che si avvicina ai 120. Numeri già sotto la lente d’ingrandimento degli analisti.

Al momento la telco avrebbe avuto l’ok da JpMorgan e Bank of America per due linee di credito differenti, rispettivamente da 25 e 15 miliardi di dollari. Si arriverebbe così ai 40 miliardi necessari per finanziare la parte di operazione in cash. Il resto, come detto, verrà saldato con uno scambio azionario. Gli shareholder di Time Warner riceveranno tra il 14,4 e il 15,7 per cento delle azioni della compagnia di telecomunicazioni.

Se i board delle due società hanno dato il via libera, è ora il turno dell’antitrust. Il faro delle autorità si sarebbe già acceso, in quanto un accordo di questo genere accentrerebbe moltissimo potere in un unico polo. Donald Trump, candidato repubblicano alle prossime elezioni presidenziali statunitensi, ha già fatto sapere per esempio che se dovesse essere eletto non approverebbe mai il deal, perché “accordi del genere possono minacciare la democrazia”.

 

Hbo è probabilmente uno dei marchi più importanti del gruppo Time Warner

 

Ma, c’è da crederlo, At&t si starà già preparando in assetto di guerra. È ormai indiscutibile che una delle battaglie del mercato di oggi si stia giocando sempre più sui contenuti on demand. I video sono una delle principali fonti di fatturato dei gruppi hi-tech come Facebook e Google e la telco non vuole perdere l’occasione. Con l’acquisizione, l’azienda potrebbe portare a milioni di abbonati (oltre 140 solo lato wireless in Usa e Messico) i contenuti originali di Time Warner, facendo leva sulla sinergia tra connettività e intrattenimento.

La strategia della telco è mutata già negli ultimi tempi: l’anno scorso At&t ha rilevato per cinquanta miliardi di dollari il gruppo di Tv satellitare Direct Tv, consolidando nel frattempo la seconda posizione nella telefonia mobile dietro Verizon. La quale non è stata ovviamente a guardare e ha messo le mani su Aol, sborsando 4,4 miliardi di dollari. L’operatore è invece oggi impelagato nel processo di acquisizione di alcuni asset di Yahoo, ma la trattativa non sembra ancora vedere una fine.

Operazioni di minor peso rispetto a quelle avviate da At&t, che sembra muoversi in maniera molto più aggressiva sul mercato. “Time Warner giocherà probabilmente un ruolo cruciale nei piani di At&t per espandersi nel modo in cui distribuisce video”, ha scritto Cnet. “Oltre ai servizi tradizionali U-Verse Tv e DirecTv, l’azienda lancerà un servizio di streaming chiamato DirecTv Now che mira ai clienti che disdicono i propri abbonamenti o che non pagano per sottoscrivere piani di Tv via cavo”.

Ad oggi la prima approvazione è arrivata dai mercati, che hanno spinto negli ultimi giorni il titolo di Time Warner anche del 30 per cento. È stata quindi premiata la visione del Ceo della società, Jeff Bewkes, che nel 2014 aveva valutato come inadeguata l’offerta da 85 dollari per azione avanzata da Rupert Murdoch e dalla sua 21st Century Fox. Si vedrà cosa deciderà l’antitrust: l’autorità era parsa dubbiosa anche sull’accordo tra Comcast ed NbcUniversal. Difficilmente il cammino di At&t potrà essere tutto rose e fiori.