Il Gruppo Alibaba per la prima volta in otto anni registra una battuta d’arresto: dal 2014, anno della quotazione in Borsa, la holding cinese aveva continuato a crescere in ricavi e utili di trimestre in trimestre. Ora, però, gli ultimi dati di bilancio indicano per il primo quarter dell’anno fiscale 2022-2023 (aprile-giugno) un numero addirittura inferiore, benché di poco, a quello dell’analogo periodo 2021-2022: 205,55 miliardi di yuan (circa 30,42 miliardi di dollari), contro i 205,7 miliardi di yuan di un anno prima. La curva, sostanzialmente, è piatta.

 

Il rallentamento è certamente dovuto, almeno in parte, ai nuovi lockdown affrontati da decine di metropoli cinesi nei primi mesi dell’anno, lockdown che hanno sia scoraggiato la domanda (e dunque frenato gli acquisti sul canale elettronico) sia rallentato la produzione industriale.

Alibaba è però un colosso che spazia dall’e-commerce (Tmall, piattaforma per le vendite B2C, e Taobao, per il C2C in logica simile a quella di eBay) ai servizi di cloud computing, dalla produzione di contenuti di intrattenimento ai pagamenti elettronici. E in particolare dalle attività legate al cloud sono derivati i migliori risultati del trimestre, con un incremento di ricavi pari al 10% su base annua.

Peraltro il piccolo calo del giro d’affari, proprio a causa dei lockdown, poteva essere facilmente previsto ed è stato addirittura inferiore alle stime degli analisti. Nessuno shock per gli investitori, tant’è che il titolo Alibaba dopo la pubblicazione dei risultati trimestrali ha guadagnato qualche punto percentuale. "Dopo un aprile e un maggio relativamente deboli, a giugno vediamo segni di ripresa nella nostra attivita'", ha dichiarato il Ceo del gruppo, Daniel Zhang. “Nonostante le sfide del breve periodo, Taobao e Tmall continuano ad avere un alto tasso di retention dei clienti, specialmente tra i consumatori giovani e con elevato potere d’acquisto”.