Il mondo è cambiato ma alcune delle tendenze tecnologiche del pre pandemia, come la migrazione sul cloud, restano valide anche oggi. Anzi, sono forse ancor più marcate. Così pare confermare una nuova ricerca mondiale di Cisco, che ha coinvolto anche l’Italia: nel nostro Paese, il 53% dei decision maker IT farà investimenti in cloud quest’anno e il prossimo, il 49% farà acquisti tecnologici per la sicurezza di rete, il 44% potenzierà la cloud security e il 33% spenderà in infrastrutture multicloud. La ricerca, titolata “Accelerating Digital Agility”, è frutto di oltre 23mila interviste ad altrettanti Cio e responsabili IT, realizzate nel mese di novembre 2020 da Censuswide. Il campione include aziende di diversi settori e di 34 Paesi.

 

Il cloud ne esce come assoluto protagonista, e il fatto non stupisce troppo se si pensa all’impennata dello smart working a cui abbiamo assistito l’anno scorso.  A livello mondiale, nel biennio 2021-2022 il 56% dei responsabili IT investirà in applicazioni cloud e/o in sicurezza della rete (le percentuali toccano rispettivamente 53% e 49% in Italia) il 51% nella sicurezza del cloud (44% Italia) e il 45% nell'infrastruttura multi-cloud (33% il dato del nostro paese). Come si nota, tendenzialmente le percentuali generali sono più alte di quelle italiane, segno forse della maggiore disponibilità di budget delle aziende di alcune nazioni, che influiscono sulla media.

 

Le sfide dello smart working

Negli ultimi dodici mesi, i Cio e i responsabili IT di tutto il mondo sono stati posti di fronte alla sfida di accrescere rapidamente le capacità digitale e l’adozione del cloud da parte delle loro aziende, riuscendo allo stesso tempo a potenziare la sicurezza e ad assicurare gli utenti una buona user experience. Ora sarà importante non vanificare gli investimenti fatti, e se necessario farne di ulteriori per massimizzare il risultato.

 

La maggioranza di Cio e responsabili IT italiani non ha certezze su come sarà il futuro del lavoro: il 65% ha dichiarato di non saperlo (il dato globale della survey è 61%). D’altra parte sembrano però avere ben chiare le priorità da mettere in agenda per garantire alle loro aziende la giusta agilità. Ben il 93% degli intervistati italiani (versus l’89% della media globale) crede che sia essenziale mantenere la sicurezza, il controllo e la governance sui dispositivi degli utenti, sulle reti, sui cloud e sulle applicazioni, mentre il 91% (versus 86%) concorda sull’importanza di fornire alla forza lavoro distribuita un accesso continuo alle applicazioni ed esperienze collaborative di alta qualità

C’è anche un elevato consenso sul tema della sicurezza, che deve conciliarsi con le esigenze dello smart working, cioè quelle di efficienza, flessibilità, user experience. Il 92% degli intervistati italiani (versus 88%) pensa che sia di primaria importanza proteggere gli strumenti di lavoro remoto e i dati dei clienti o dei dipendenti. Il 90% ritiene importante o molto importante avere una sicurezza completa, da applicazione a infrastruttura, per soddisfare la conformità senza però rallentare il business.

 

 

Il diritto alla libertà di scelta
A detta di Cisco, la necessità di agilità, velocità, scalabilità e sicurezza sta favorendo l’adozione di ambienti cloud ibridi e di soluzioni Sase, cioè Secure Access Service Edge. Mentre la maggior parte dei CIO e degli responsabilit IT (84% a livello globale, 87% per l’Italia) concorda sull'importanza di offrire libertà di scelta sulle soluzioni cloud da adottare tratti di infrastrutture che creano ambienti ibridi (cloud e on-premise) cloud pubblico o privato, oppure di servizi Software-as-a-Service. 

A livello mondiale, quasi il 70% delle aziende coinvolte nell’indagine ha adottato soluzioni Sase, o perché stavano investendo in applicazioni cloud  bisognose di essere protette (61%) o per il desiderio di rimanere aggiornate sulle best practice del settore (56%) o perché continueranno ad adottare lo smart working anche in futuro (37%).  In Italia l’utilizzo di soluzioni Sase è inferiore alla media mondiale, ovvero arriva al 57% delle aziende tricolori interpellate. 

"I leader IT sono in prima linea per garantire il successo delle loro organizzazioni nel 2021", ha dichiarato Liz Centoni, chief strategy officer e general manager Applications di Cisco. "Anche se le questioni aperte rimangono e nuove sfide emergeranno, i Cio e i decisori IT ci stanno dicendo che hanno bisogno di ottenere sempre maggiore agilità digitale per i loro team, in modo da offrire loro velocità, flessibilità e scelta nel consumo di servizi in ambienti sia tradizionali sia moderni”.