L'iPhone potrebbe festeggiare il suo decimo compleanno (dal debutto, nel 2007) con un display Oled di Samsung. Compleanno non troppo economico per la casa madre Apple, la quale per lo schermo di ciascun mealfonino dovrà spendere circa 71 dollari, diretti dritti in tasca della rivale sudcoreana (o meglio, della sussidiaria Samsung Display). Un nuovo accordo da 4,3 miliardi di dollari siglato fra le due aziende aggiungerebbe circa 60 milioni di unità Oled a quelle – 100 milioni, al costo di 6,96 miliardi di dollari – già previste dal contratto di fornitura triennale patteggiato nel 2016.

 

Così riferiscono alcune nuove indiscrezioni del Korean Herald, indiscrezioni che vanno ad aggiungersi a quelle che nei mesi scorsi già chiacchieravano sulla probabile dotazione dell'iPhone 8, atteso per l'autunno. Fra le tante attese che circondano la prossima generazione di telefono Apple, la più sostanziosa riguarda proprio la possibile comparsa di schermi Oled, magari curvi (come quelli già di casa sui Galaxy Edge).

 

La notizia del nuovo contratto da 4,3 miliardi di dollari, ripresa un po' da tutte le testate tecnologiche, non è stata confermata dai diretti interessati. Non si tratta, in ogni caso, di nulla di inverosimile: i volumi di vendita annuali dell'iPhone si aggirano intorno ai 200 milioni e dunque, ipotizzando una fornitura di 160 pezzi, per il nuovo modello circa l'80% delle unità dovrebbe essere dotata di schermo Oled, con i noti vantaggi di qualità dell'immagine e di risparmio energetico che ne conseguono.

 

 

 

 

Di certo per Samsung sarebbe un bel colpo, con cui poter marginalizzare una concorrenza di storici fornitori appleiani composta da Lg Display, Japan Display e Sharp (oggi appartenente a Foxconn). Dalle fabbriche della società escono attualmente circa 150 milioni di pannelli Oled all'anno, in gran parte destinati a necessità interne ovvero agli smartphone della gamma Galaxy; il market share detenuto nel segmento degli Organic Light Emitting Diode è circa il 95%. E il nuovo impegno con la società di Cupertino potrebbe presto far lievitare ulteriormente i volumi produttivi.