Il coronavirus, il lockdown e le chiusure dei negozi hanno fatto impennare gli ordini dell’e-commerce. Agli incrementi di acquisti sui siti già operativi - da Amazon alle catene di supermercati, fino ai piccoli negozi - si sono  affiancati nuovi servizi di acquisto online e consegna a domicilio più o meno improvvisati dalle attività commerciali che mai ci avevano pensato prima. Questo però è vero solo per alcune categorie di prodotti, tra cui spiccano naturalmente gli alimentari. Gli incrementi di alcuni settori non saranno sufficienti a compensare i cali di altre categorie di beni e servizi, ugualmente incluse nel mercato dell’e-commerce: viaggi, soggiorni turistici, concerti, fiere, teatro, cinema.  

 

Non dobbiamo stupirci, allora, se un nuovo studio di Juniper Research stima per quest’anno un crollo del 14% del valore del commercio digitale: nel mondo la spesa scenderà dagli 11.200 miliardi di dollari del 2019 ai 9.700 miliardi circa del 2020. L’analisi (“Digital Commerce Coronavirus Analysis: Impact Assessments & Market Forecasts 2020-2024”) ha considerato un po’ tutte le forme di acquisto tramite pagamento digitale, dalle transazioni online con carte di credito e prepagate a quelle basate su Nfc o su applicazioni che usano i QR code.

 

A soffrire di più sarà l’e-ticketing, ovvero la vendita di titoli di viaggio e di ingresso ad attrazioni, spettacoli ed eventi: per questo segmento di mercato si prevede addirittura un crollo del 59% rispetto al giro d’affari dell’anno scorso. Per i trasporti aerei, in particolare, ci saranno pesanti effetti di lungo termine legati alle scelte della politica e alla necessità di riprogettare interi meccanismi e regolamenti. Livelli di fatturato pre-coronavirus non saranno ripristinati prima di cinque anni, a detta di Juniper Research.

 

D’altra parte l’andamento generale del digital commerce non sarà altrettanto fosco. E su questo orizzonte temporale, di anni e non di mesi, ha senso ragionare, perché dal post-pandemia emergeranno cambiamenti anche profondi, strutturali, sia nelle dinamica della vendita e della logistica sia nelle abitudini di acquisto dei consumatori. Dunque, secondo gli analisti, una volta superata la fase di emergenza gli utenti conserveranno una maggiore propensione verso i pagamenti digitali, che avrà effetti positivi sul mercato. A tutto ciò, aggiungiamo, si potranno forse sommare gli effetti della normativa PSD2, che spingendo il modello dell’Open Banking favorirà sempre di più la semplificazione delle procedure di acquisto tramite app e servizi online.

 

“Il vendor del commercio digitale”, ha commentato Nick Maynard, uno degli autori del report, “nel 2020 affronteranno stravolgimenti, ma lo spostamento della spesa dall’offline ai canali online rappresenta un’opportunità cruciale per il mercato. I vendor devono agire per far fruttare l’aumentata digitalizzazione dei servizi durante la pandemia, così da alimentare la futura crescita”.