Microsoft ha deciso di mappare il cloud. O, perlomeno, di consentire ai clienti di confrontare più velocemente l’offerta di Azure con quella concorrente di Amazon Web Services. Il colosso di Redmond ha realizzato un documento diviso in 13 sezioni, con cui vuole provare a illustrare il proprio ampio portfolio evidenziando i nomi dei prodotti e sottolineando eventuali mancanza dell’avversario. Si va dal marketplace ai servizi infrastrutturali, passando per l’intelligenza artificiale e l’Internet delle cose. L’obiettivo di Microsoft è aiutare gli utenti a pianificare al meglio eventuali investimenti multicloud, sempre più comuni nelle organizzazioni. Un’indagine di Rightscale di inizio 2017 sottolinea infatti come l’85 per cento dei professionisti It intervistati abbia già virato verso una strategia di questo genere nella propria azienda.

“Sia che vogliate pianificare l’adozione di una soluzione multicloud con Azure o Aws, oppure stiate migrando su Azure, potrete utilizzare questa mappa per orientarvi rapidamente fra la nostra offerta di servizi”, ha scritto in un blog post Michael Crump, technical product manager di Microsoft. “Potrete utilizzare la mappa fianco a fianco con altre risorse utili che potrete trovare nella nostra documentazione”.

Ad oggi Amazon Web Services è ancora il leader indiscusso nella componente infrastrutturale del cloud pubblico, con oltre il 34 per cento di quote (dati aggiornati al secondo trimestre 2017), seguito proprio da Microsoft (11 per cento), Ibm (8 per cento) e Google (5 per cento). Ma il vendor di Redmond non ha intenzione di stare a guardare. E uno degli ultimi clienti caricati a bordo lo testimonia.

Symantec, uno dei principali produttori di software di sicurezza, ha infatti firmato un contratto con Microsoft per erogare tramite Azure le proprie soluzioni consumer. Le due società hanno lavorato fianco a fianco per migrare sul cloud pubblico 105 servizi, incluse le piattaforme di advanced threat protection e di reputation scoring. Ma la nuvola verrà utilizzata da Symantec anche internamente, in particolare per alimentare le dashboard che ogni giorno forniscono all’azienda metriche di sicurezza e altre informazioni in tempo reale, come quelle finanziarie.