La pandemia di covid-19 ha avuto un chiaro impatto sulle abitudini digitali degli italiani: la frequentazione di Internet è cresciuta del 4%, secondo i dati di misurazione dell’Audience digitale di ComScore. Nel marzo del 2020 la quota di italiani che si sono connessi al Web era stata del 70% sul totale della popolazione maggiorenne, mentre a un anno di distanza la percentuale era salita al 74%, per un totale di 40,2 milioni di visitatori unici nel mese di marzo 2021.

 

Il tempo speso su Internet è aumentato del 3%, ma questo incremento si innesta sul notevole +36% (anno su anno) che si era registrato già a marzo 2020, in pieno caos da inizio lockdown. La componente mobile ha guadagnato spazio: a marzo 2020 rappresentava il 78% del totale del tempo trascorso online dagli italiani, un anno dopo l’82%.

 

Che cosa fanno gli italiani online

L’incremento di traffico in Rete si è distribuito in modo abbastanza omogeneo, ma qualche differenza la si può apprezzare. Scarsa la crescita dei social network e dell’instant messaging, con rispettivamente 37 e 34 milioni di visitatori unici mensili e un incremento annuo dell’1% (marzo 2021 vs marzo 2020), a dimostrazione della notevole maturità di questi canali di comunicazione. Fa eccezione il solo Tik Tok, cresciuto in penetrazione del 59% anno su anno e attualmente, con 10 milioni di visitatori unici, quarto social network più popolare in Italia.

 

Quasi tutti gli internauti (il 95%) visitano almeno una volta al mese un sito di informazione e anche per questa categoria i livelli di audience sono rimasti sostanzialmente stabili, passando dai 38,1 milioni di visitatori unici di marzo 2020 ai 38,2 milioni di marzo 2021. I siti retail, invece, sono cresciuti del 2%, attraendo a marzo 2021 circa 37,3 milioni di visitatori unici, cioè il 93% del totale. I siti e le piattaforme di intrattenimento (videogioco, streaming video, eccetera) hanno invece totalizzato  38,8 milioni di visitatori unici, con una crescita del 3% anno su anno, e il 95% di reach. Spicca sulle altre la categoria dei siti di sport, cresciuta dell’8% in numero di visitatori unici (31 milioni), ma su questo incremento pesa la variabile della chiusura e successiva riapertura del campionato di calcio.

 

Cambiamenti non effimeri
Se si guarda non ai visitatori unici ma al tempo speso online, allora si coglie l’entità del successo delle piattaforme di streaming video, cresciute su questo indicatore del 26%. Lo stesso dicasi dei siti di e-commerce, a +19%. Segnali evidenti di come siano cambiate le abitudini di consumo digitale e di acquisto degli italiani.  Ma ciò che lascerà il segno nel lungo termine sono soprattutto altre dinamiche, di trasformazione dei modelli di lavoro e anche del rapporto fra cittadini e Pubblica Amministrazione.

 

“È ormai chiaro che la pandemia ha accelerato la digitalizzazione del Paese, soprattutto su alcune categorie di contenuto come la salute e la Pubblica Amministrazione che scontavano un tradizionale ritardo”, ha sottolineato Fabrizio Angelini, Ceo di Sensemakers, che rappresenta in esclusiva Comscore in Italia. “Osservando gli andamenti nel corso degli ultimi 15 mesi è comunque possibile individuare i trend di crescita strutturali e costanti di alcuni settori (Entertainment e Retail su tutti), che sono destinati a continuare anche dopo l’auspicata fine dell’emergenza sanitaria, rispetto alle discontinuità temporanee generate dalle fasi di lockdown e dal relativo cambiamento degli stili di vita”.