Settimana importante per Fastweb: dopo aver tenuto banco nella cronaca di ieri, in seguito a voci sempre più insistenti di un accordo con Telecom per sviluppare la banda larga in Italia seguendo una strategia Fiber to the cabinet – che implica sia fibra che rame –, l’azienda ha pubblicato oggi i conti relativi all’ultimo trimestre fiscale. Mesi segnati da buone prestazioni, sia sul lato clienti che sul fatturato. La controllata di Swisscom ha infatti segnato un aumento dei ricavi dell’otto per cento rispetto allo stesso periodo di un anno fa, toccando quota 429 milioni di euro. Le nuove sottoscrizioni sono state 52mila e la base clienti è arrivata oggi a comprendere oltre 2,1 milioni di unità. Rispetto al Q1 dell’anno fiscale 2014, Fastweb ha aumentato il numero di abbonamenti di sette punti percentuali. In crescita anche l’Ebitda, che al 31 marzo 2015 ha raggiunto i 120 milioni di euro (+11%), grazie all’effetto combinato di aumento dei margini e a costi minori.

Una performance positiva accompagnata anche dall’espansione dei servizi e da maggiori investimenti. Nell’ultima parte dell’anno scorso, Fastweb ha infatti lanciato il nuovo piano per il biennio 2015-2016, con l’obiettivo di estendere la sua infrastruttura di nuova generazione ad altri due milioni di famiglie e imprese. Dall’inizio del 2015, la telco ha speso in sviluppo della rete 147 milioni di euro, cinque in più rispetto al primo trimestre del 2014. Se il traguardo prefissato per il 2015 venisse raggiunto, significherebbe una copertura del trenta per cento della popolazione italiana, vale a dire 7,5 milioni di unità immobiliari in cento città della Penisola.

Alla chiusura del trimestre, la fibra ottica di Fastweb nelle varianti Ftth e Fttc raggiungeva 5,5 milioni di abitazioni, con velocità sino a cento megabit al secondo in 61 città. Investire nell’infrastruttura proprietaria sembra essere una strategia che paga, perché la società ha notato che nelle aree coperta dalla fibra Fastweb la penetrazione delle vendite risulta maggiore del venti per cento, rispetto alle zone in unbundling.

 

Il nuovo data center di Fastweb appena inaugurato a Milano, certificato Tier IV

 

Ma ora l’obiettivo è puntare ancora più in alto, grazie ad accordi con altre realtà come Alcatel e Huawei per potenziare ulteriormente la rete. Fastweb vuole introdurre tecnologie come il vectoring, il Vdsl enhanced e il Gfast per offrire dal 2016 velocità di collegamento in grado di sfiorare anche i cinquecento megabit al secondo. Entrando invece nel mondo dei servizi a valore aggiunto per Pa e imprese, la telco ha annunciato di essere cresciuta rispetto al primo trimestre del 2014 del 22 per cento, grazie soprattutto alla comunicazione unificata, ai servizi gestiti e al cloud. Per sostenere la sua offerta sulla nuvola, Fastweb ha inoltre inaugurato di recente a Milano un nuovo data center certificato Tier IV, l’unico in Italia a potersi fregiare di un titolo di questo livello.