Eni Gas e Luce dovrà pagare 11,5 milioni di euro di multa per violazioni del Gdpr, il regolamento europeo sulla protezione dei dati personali: così ha deciso il Garante della privacy italiano, scagliando sull’operatore dell’energia due diverse sanzioni per altrettante scorrettezze commesse. Dopo la multa 50mila euro inflitta l’anno scorso dal Garante alla piattaforma Rousseau, ecco dunque la seconda vittima italiana del Gdpr, entrato in vigore nel nostro Paese proprio nel 2019.

 

Ma per Eni Gas e Luce (su cui l’indagine è partita in seguito a una serie di segnalazioni inoltrate al Garante) la sanzione è doppia e decisamente più sostanziosa. La prima multa, 8,5 milioni di euro, punisce la società per “trattamenti illeciti dei dati nelle attività di telemarketing e teleselling”, secondo quanto riferito dall’Ansa. 

 

L’entità della multa è legata a diverse variabili: il Garante ha tenuto conto di elementi come “l'ampia platea dei soggetti coinvolti, la pervasività delle condotte, la durata della violazione, le condizioni economiche di Egl”. La condotta irregolare si sarebbe riversata su circa 7.200 consumatori. Tra le violazioni commesse, il fatto di aver contattato con telefonate pubblicitarie persone che non avevano dato consenso, il fatto di aver conservato dati personali per tempi più lunghi di quelli consentiti, e il fatto di aver acquisito informazioni di contatto da provider che a loro volta non avevano ottenuto il consenso per comunicare quei dati.  

 

La seconda sanzione, da 3 milioni di euro, è invece dovuta a  “violazioni nella conclusione di contratti non richiesti nel mercato libero della fornitura di energia e gas”. In molti si erano rivolti all’autorità di tutela della privacy per segnalare di aver ricevuto dai loro fornitori di gas o luce delle lettere di disdetta da contratti, senza aver mai deciso di interromperli. Alcuni, addirittura, avevano appreso del passaggio a Eni Gas e Luce solo dopo aver ricevuto le prime bollette dal nuovo fornitore.


Ora società dovrà saldare il conto di 11,5 milioni di euro entro trenta giorni. Ma non basta: Eni Gas e Luce dovrà adottare procedure e sistemi per la verifica dello stato dei consensi delle persone che rientrano nelle sue liste di contatti. Sarà essenziale farlo, pena il rischio di ripetere gli stessi errori in future campagne di marketing. Dovrà, inoltre, attivare una procedura che in automatico elimina dai propri database le informazioni (e i contatti) di chi non desidera ricevere pubblicità.

L’azienda ha replicato facendo sapere tramite ufficio stampa che “Eni Gas e Luce prende atto delle decisioni del Garante per la protezione dei dati personali e si riserva di presentare ricorso verso i provvedimenti adottati dall’Autorità”. Ha rimarcato, inoltre, di aver “assunto importanti iniziative volte alla definitiva risoluzione delle problematiche oggetto delle sanzioni erogate”.