Nel secondo trimestre 2020, Huawei ha conquistato il primo posto nella classifica delle vendite di smartphone. È la prima volta in nove anni che un’azienda diversa da Samsung o Apple sale sul podio e “guida” il mercato. A dirlo l’ultimo report di Canalys, secondo il quale il produttore cinese ha spedito 55,8 milioni di dispositivi, in calo del 5% rispetto allo stesso trimestre del 2019, ma comunque un numero superiore a quello di Samsung, sbalzato al secondo posto, che ha venduto 53,7 milioni di unità, con un decremento del 30% anno su anno.

È una notizia importante, viste le restrizioni imposte dagli Usa e i costanti controlli legati alla sicurezza, che molti paesi stanno effettuando. E non ultimi i problemi in ambito 5G, con Trump che sollecita gli “alleati” a eliminare Huawei dalla loro infrastruttura di rete, come ha fatto recentemente il Regno Unito. Canalys ha osservato che le restrizioni statunitensi hanno comportato un calo del 27% delle spedizioni all'estero, ma le attività domestiche del produttore cinese hanno prosperato, crescendo dell'8% e rappresentando oltre il 70% del totale delle vendite.

"Questo è un risultato straordinario che poche persone avrebbero previsto un anno fa. Se non fosse stato per il Covid-19, non sarebbe successo. Huawei ha sfruttato appieno la ripresa economica cinese per riaccendere il business degli smartphone”, afferma Ben Stanton, analista senior di Canalys. "Samsung ha una presenza molto piccola in Cina, con una quota di mercato inferiore all'1%, e ha visto i suoi mercati principali, come il Brasile, l'India, gli Stati Uniti e l'Europa, devastati dalla pandemia, che ha portato al successivo lockdown”.

L'analista Mo Jia ha aggiunto che “prendere il primo posto è stato molto importante per Huawei, poiché può mostrare la forza del suo marchio ai consumatori domestici, ai fornitori di componenti e agli sviluppatori. Deve convincerli a investire e trasmetterà il messaggio del suo successo in lungo e in largo nei prossimi mesi”. Secondo Canalys è però improbabile che Huawei mantenga il vantaggio a lungo termine, anche perché i suoi principali partner di canale in aree chiave, come l'Europa, sono sempre più “diffidenti” nei confronti dell’azienda cinese, che presenta pochi modelli e introduce nuovi brand per ridurre il rischio. “Una volta che l'economia globale inizierà a riprendersi, la forza della sola Cina non sarà sufficiente a mantenere il produttore ai vertici”, ha spiegato Mo Jia.