Il futuro di Hyundai è fatto di automobili ipertecnologiche, che fanno uso della robotica, come la macchina “con le gambe” Hyundai Elevate presentata due anni fa. Un veicolo dotato di ruote ma anche di gambe meccaniche che, all’occorrenza, gli permettono di “camminare” su terreni accidentati. Altre invenzioni di questo tipo, così come innovazioni di guida driverless, saranno rese possibili da Boston Dynamics, società specializzata in ingegneria robotica che è appena stata acquisita da Hyundai per 1,1 miliardi di dollari. 

 

L’accordo fra il compratore e il venditore, la società d’investimenti giapponese SoftBank, era stato annunciato a fine 2020 e prevede il passaggio a Hyundai dell’80% della proprietà (il restante 20% rimane a SoftBank).

 

Nata da un progetto del Mit (Massachusetts Institute of Technology ), Boston Dynamics è nota al grande pubblico soprattutto per BigDog, un robot “quadrupede” sviluppato per scopi militari nel 2005 e costantemente evolutosi negli anni. Nel 2013 la società era stata acquisita da Google e quattro anni dopo venduta a SoftBank, che ha contribuito alla nascita di Spot, nel giugno del 2020, il primo robot di Boston Dynamics messo in vendita sul mercato. Una sofisticatissima creatura meccanica e digitale, zeppa di sensori, videocamere, circuiti programmabili, che può esplorare, spostare, automatizzare compiti pesanti in ambiti come l’estrazione mineraria, gli impianti petroliferi, i cantieri edili, l’industria manifatturiera.

 

Grazie a Boston Dynamics, Hyundai potrà “creare una catena del valore nella robotica, dalla produzione di componenti alle soluzioni di logistica smart”, ha fatto sapere nel comunicato ufficiale l’azienda giapponese. L’acquisizione rappresenta “un ulteriore grande passo verso la trasformazione strategica” di Hyundai, da produttore di automobili a “fornitore di soluzioni di smart mobility”. Negli ultimi anni il gruppo ha investito in modo sostanzioso nello sviluppo di tecnologie futuristiche, tra cui i sistemi di guida autonoma, l’intelligenza artificiale, i droni aerei, le fabbriche smart e - appunto - l’ingegneria robotica.