Inizio di 2021 positivo per Ibm, dopo un 2020 difficile: l’azienda ha ottenuto nel primo trimestre 17,7 miliardi di dollari di ricavi, crescendo dell’1% anno su anno, ma considerando gli aggiustamenti valutari si ottiene un declino del 2%. I risultati sono, in ogni caso, superiori alle attese degli analisti di Wall Street, che pronosticavano ricavi trimestrali di 17,34 miliardi di dollari anziché i 17,7 miliardi effettivi.

Scomponendo gli andamenti in base alle categorie di offerta, si nota che per il cloud e i software cognitivi l’incremento di ricavi anno su anno è del 4%, i sistemi hardware crescono altrettanto e i Global Business Services del 2%. 

Nel complesso, il fatturato legato al cloud ha segnato un buon +21%, segnale di una prolungata domanda di soluzioni per lo smart working che domina il mercato. Il giro d’affari di Red Hat (società acquisita da Ibm e ora parte dell’azienda) è anch’esso cresciuto in modo significativo, del 17%.

“La forte performance del cloud di questo trimestre”, ha dichiarato il Ceo, Arvind Krishna, “è stata alimentata dalla crescente adozione della nostra piattaforma di cloud ibrido, e la crescita del software e della consulenza ci ha permesso una solida partenza quest’anno. Dobbiamo ancora lavorare, ma siamo fiduciosi di poter avere un anno di crescita e centrare l’obiettivo di flusso di cassa libero adjusted per il 2021”. Dall’acquisizione di Red Hat a oggi, Ibm ha triplicato il giro d’affari legato a OpenShift e la sua piattaforma di cloud ibrido conta attualmente circa tremila aziende clienti.

“Credo che nel complesso gli investimenti stiano migliorando”, ha rimarcato il Ceo. L’amministratore delegato ha ammesso l’esistenza di andamenti eterogenei tra settori di mercato e tra un Paese e l’altro, con una generale miglior tendenza nelle Americhe e con maggiori discontinuità in Asia, dove gli sviluppi locali della pandemia di covid-19 hanno influenzato la propensione a investire. “In Europa notiamo una certa cautela”, ha aggiunto Krishna.

Un nuovo futuro per i servizi gestiti con Kyndryl 

Nel prossimo futuro i servizi gestiti di Ibm troveranno nuovo spazio e sviluppo all’interno di Kyndryl, divisione che sarà esternalizzata diventando una società indipendente da Ibm (ma sua stretta partner). Lo spin-off, annunciato recentemente, sarà completato entro la fine dell’anno. Ibm continuerà a gestire internamente i servizi relativi al cloud ibrido e allo sviluppo software (dunque tutto ciò che riguarda le tecnologie di Red Hat), oltre alla consulenza It, alla consulenza strategica, alla system integration, alla gestione delle applicazioni e alla modernizzazione delle aziende.

Su Kyndryl, invece, saranno trasferiti i managed services più “tradizionali” e infrastrutturali, per così, dire: gestione e modernizzazione dei data center, servizi di hosting, networking, gestione degli ambienti ibridi e multicloud. La newco, in associazione ai servizi, potrà anche proporre ai clienti l’acquisto di hardware e naturalmente si tratterà di hardware Ibm.