Le infrastrutture cloud di IBM d'ora in poi si appoggeranno a OpenStack. Sono inclusi i cloud pubblici e privati sia di BigBlue, sia di tutti i clienti che d'ora in poi si appoggeranno ai suoi servizi. IBM sta quindi concretizzando gli sforzi portati avanti finora come sponsor e membro fondatore della OpenStack Foundation, e di tutti gli standard ad essa correlati che sono stati sviluppati nel tempo.

IBM punta su OpenStack

Questa decisione può cambiare profondamente gli equilibri di un mercato ancora acerbo, in cui molte aziende affermate si stanno impegnando per ritagliarsi la propria area di influenza. La maggior parte dei servizi di cloud privato infatti sfruttano tecnologie simili, ma gli strumenti diversi portano poi a una gestione differenziata.

OpenStack è una soluzione open-source frutto di un progetto che ha avuto origine alla NASA, a cui lavorano attualmente più di 8.000 persone e 1.000 aziende. Chiunque può usarla gratuitamente, quindi molte aziende e server provider potrebbero volerne sfruttare i vantaggi a fronte di costi molto bassi.

Soluzioni concorrenti come vCloud di VMware e Citrix CloudStack sono le prime candidate a pagarne le spese. Fino a quando IBM non ha spinto l'acceleratore su OpenStack, VMware vCloud ha goduto di un grande vantaggio, e molte aziende vi si sono affidate per la virtualizzazione. 

Ora che si sta attivando il passaggio al cloud però OpenStack ha tutti i requisiti per presentarsi come un'alternativa decisamente più conveniente. Ovviamente VMware non starà a guardare, cercherà di formulare un'offerta di cloud pubblico all'altezza della concorrenza.

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