Cambiano le modalità di lavoro e anche la gestione degli spazi si adegua. L’insieme di attività che comprende manutenzione, pulizia e sorveglianza, impiantistica, ristorazione e quant’altro rientra sotto il concetto di facility management e storicamente si risolve nell’affidamento delle varie attività a fornitori specializzati esterni. Ma nell’era dello smart working e della trasformazione digitale, i parametri di funzionamento di un ambiente di lavoro si vanno facendo sempre più articolati, con la necessità di garantire da un lato il rispetto delle normative di sicurezza in vigore e dall’altro di lavorare sul welfare aziendale per ottenere fidelizzazione del personale e adeguati livelli di produttività.

In questa sorta di incarnazione 2.0, il facility management sta evolvendo dalla focalizzazione sulle primarie necessità aziendali verso un concept più creativo, che presta attenzione al benessere e alla crescita dell’individuo. Stiamo parlando di un mercato che in Italia vale 37,5 miliardi di euro, cresce del 3,5% medio all’anno e nel quale sono attive oltre 300mila aziende.

Per chi deve gestire questi aspetti, appaiono evidenti gli elementi di complessità, legati al controllo su un variegato numero di fornitori e ai relativi costi, così come a un’evoluzione che deve portare con sé risultati in termini di ottimizzazione dei tempi e della qualità dei servizi. Qui si inserisce la proposta di Supplean, giovanissima realtà friulana, che ha costruito una piattaforma Web fondata sull’idea di far incontrare domanda e offerta, facendo sì che i fornitori possano caricare e rendere visibili le informazioni sulle proprie attività e gli utilizzatori abbiano a disposizione un panorama articolato di realtà sulle quali fare scouting: “Vogliamo accorciare le distanze fra chi cerca e chi offre servizi di facility management”, puntualizza Giovanni Riccardi, Ceo di Supplean, “rendendo il più possibile automatico e trasparente il reperimento delle informazioni e dei documenti necessari a descrivere le attività svolte da ogni fornitore, ma anche la sua solidità finanziaria, il livello di conformità alle normative vigenti e anche la reputazione guadagnata sui canali Web e social, grazie all’impiego di strumenti di analisi basati su intelligenza artificiale e machine learning”.

 

Giovanni Riccardi, Ceo di Supplean

 

Dal punto di vista dell’utente, questa sorta di marketplace funziona come un motore di ricerca, ma consente di filtrare i risultati in base alle categorie merceologiche presenti e catalogate (ne sono presenti quattordici), alle aree geografiche coperte, alla classe di fatturato o al numero di dipendenti. L’adesione alla piattaforma può avvenire con differenti modalità, a partire da quella free, che offre accesso a un numero limitato di opzioni, per arrivare a quella full, che rende visibili tutte le informazioni presenti e diventa un gestore dei rapporti con i fornitori, consentendo il caricamento dei contratti in essere e le relative indicazioni delle condizioni e delle scadenze. Anche chi offre servizi dispone della doppia opzione, ben sapendo che la modalità gratuita prevede solo la visibilità e il caricamento della documentazione di base.

Essendo ancora in fase iniziale di sviluppo, la disponibilità di operatori fra cui scegliere è ancora incompleta e nasce dal rapporto che Supplean ha avviato con le associazioni di categoria: “I nostri obiettivi prevedono di ampliare la disponibilità di servizi a valore aggiunto e di creare un albo fornitori completo con la documentazione necessaria”, prevede Riccardi. “In prospettiva, poi, vorremmo arrivare a poter attivare un processo di gara online fra diversi fornitori, con la possibilità per gli interessati di seguire l’intero processo”.