Lo chiamano multicloud, o multi cloud, o multi-cloud. Tralasciando le varianti ortografiche, resta la sostanza: il fenomeno di un’adozione del cloud sempre più spinta e di aziende sempre più orientate verso la “macedonia” di servizi di fornitori e gestori differenti. Se il cloud deve significare libertà e flessibilità (come sempre si è detto, fin dall’emergere di questa tendenza), allora così dev’essere fino in fondo. Il vincolo del “vendor lock-in” è difficilmente compatibile con strumenti che dovrebbero permettere di poter scegliere, di modificare la dotazione tecnologica (infrastruttura, piattaforma, servizi) in corso d’opera, senza rigidità. Insomma, se cloud dev’essere, allora che sia multi-cloud. Ma perché è questo, e non altri, il modello destinato ad affermarsi nel medio periodo?

 

Ce ne parla Edwin Passarella, manager, sales engineering, large national accounts, South EMEA & UKI di Commvault.

 

Se Hyperloop, il treno super veloce, è l’ultima evoluzione del settore trasporti, possiamo affermare che il multi-cloud sia l’Hyperloop dell’IT. Nei primi anni Duemila il cloud ha fatto la sua comparsa, seguito poi da soluzioni di cloud ibrido emerse negli ultimi cinque anni, sostituite di recente dalla tendenza del multi-cloud.  Secondo gli analisti di Gartner, la spesa IT enterprise per tecnologie cloud-based crescerà più rapidamente di quella tradizionale (non cloud) da qui fino al 2022 e, a partire da questa data, il passaggio al cloud nei principali mercati IT aumenterà fino al 28%, rispetto al 19% del 2018. 

 

Le aziende che non avranno definito una strategia cloud non riusciranno a tenere il passo dei concorrenti. Oggi Cio, Cto e Cso sono consapevoli che le soluzioni di un unico cloud provider non sono più adeguate a rispondere alle attuali sfide legate a dati e requisiti futuri. Un’indagine di Idc prevede un incremento del volume di dati dai 33 Zettabyte del 2018 ai 175 ZB previsti per il 2025, metà dei quali saranno archiviati nello storage cloud pubblico.   

 

Poiché le infrastrutture IT e i dati crescono a ritmi incredibili, non dev’essere semplice gestire con un con unico cloud provider terabyte di informazioni distribuite in diversi ambienti. Immaginiamo di gestire zettabyte di dati destrutturati, in ambienti cloud eterogenei – privati, pubblici e ibridi – messi a disposizione da molteplici fornitori e con differenti Service Level Agreement da rispettare. Insieme alle persone, i dati sono diventati la componente più importante per un’azienda attiva nel mondo digitale. 

 

La migrazione nel cloud è stata il fattore abilitante della trasformazione digitale negli ultimi dieci anni, ma una conseguenza di questo cambiamento come la creazione di ambienti sempre più multi-cloud ha rappresentato una sfida senza precedenti per la gestione, l’utilizzo e la protezione dei dati.  A chi spetti la responsabilità dei dati è uno dei temi caldi affrontati dalle aziende, ma spesso gli strumenti tradizionali non sono in grado di affrontarla quando si tratta di gestire i workload in differenti ambienti cloud o su molteplici piattaforme. L’offerta di tantissime soluzioni dedicate che operano in ambienti specifici non sta incoraggiando il vendor lock-in e aumentando la complessità, invece di ridurla? 

 

Grazie al contenimento del rischio di lock-in con i cloud provider, alla fornitura di servizi resilienti e di opportunità di migrazione, a benefici in termini di agilità, scalabilità ed elasticità, gli approcci multi-cloud non sono più una questione di “se”, ma di “quando”. Ciò ha condotto alla necessità di soluzioni di data management che assicurino la protezione e la gestione dei dati indipendentemente dalla piattaforma o infrastruttura cloud in cui sono collocati.  In un mondo in cui gli ambienti multi-cloud stanno diventando sempre più diffusi e in cui il cambiamento è l’unica costante, la capacità di un’azienda di proteggere i propri dati, spostarli liberamente, recuperarli e avere una visione unica degli asset principali è fondamentale per il successo del business. 

 

Il multi-cloud è una realtà ed è destinato a restare (almeno fino alla prossima rivoluzione dell’infrastruttura!), quindi oggi è il momento giusto per iniziare a pensare a come poter rispondere al meglio alle esigenze di domani.  Roadmap multi-cloud e modernizzazione dell’infrastruttura sono due processi chiave per accelerare il business e restare competitivi e tutti, all’interno dell’azienda, hanno il dovere di condividere questo percorso, dai chief information officer agli amministratori delegati,  dai system engineer e agli sviluppatori. 

 

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