Non è fantascienza, ma informatica nella sua espressione più elevata ed evoluta. Il quantum computing, cioè il calcolo quantistico, può arrivare là dove il computing tradizionale non osa avvicinarsi, impiegando un approccio totalmente differente (basato sui principi non deterministici della fisica quantistica: indeterminazione, sovrapposizione degli stati, entanglement, eccetera) e un’unità diversa dal bit, cioè il qbit, che può contemporaneamente assumere i valori 0 e 1. Un tempo riservato a grandi laboratori di ricerca e università, oggi il quantum computing è uno strumento a disposizione delle aziende. Molto desiderato.

 

Una ricerca realizzata tra marzo e aprile dalla società di analisi indipendente Pac su incarico di Fujitsu ha interrogato 350 dirigenti di grandi e medie aziende operanti in sei settori economici (servizi finanziari; life science; industria; retail; trasporti; e utility) in Canada, Finlandia, Germania, Irlanda, Spagna, Svezia, Regno Unito e Stati Uniti. Nelle infrastrutture informatiche emerge un problema molto diffuso: l’89% degli intervistati ritiene di non poter contare su prestazioni di calcolo adeguate a portare avanti alcune attività, come per esempio le operazioni di gestione dei processi critici industriali, logistici e di business. Per questi compiti si potrebbe teoricamente sfruttare l'ottimizzazione combinatoria, cioè il processo che identifica la soluzione ottimale fra un'enorme varietà di opzioni. Ma la potenza di calcolo normalmente disponibile nelle aziende non è sufficiente.

 

Il computing quantistico è la via d’uscita. Almeno in teoria. Nonostante sia ancora in una fase iniziale di sviluppo, il quantum computing gode di notevole fiducia: l’81% dei dirigenti d’azienda pensa che questa tecnologia possa accelerare l’ottimizzazione dei processi industriali, logistici e di business, e dunque contribuire alla trasformazione digitale e al miglioramento del vantaggio sulla concorrenza. Il 66% degli intervistati però vorrebbe poter superare già oggi il problema dell’insufficiente potenza di calcolo già oggi, anziché aspettare future innovazioni di tecnologia quantistica sperimentale che arriveranno chissà quando. Per un intervistato su due, non diventeranno mainstream prima di un decennio. “I business leader sono acutamente consapevoli di questa che è nel contempo minaccia e opportunità, ma sono delusi del fatto che il quantum computing sia ancora troppo in là nel futuro e troppo fragile per situazioni di utilizzo pratico a fini di business”, ha sottolineato Massimiliano Ferrini, Presidente e Amministratore Delegato di Fujitsu Italia.

 

Dunque le aziende non desiderano una generica tecnologia futuristica ma una risposta a un problema reale, cioè una risposta concreta e possibilmente immediata. Attualmente sette aziende su dieci credono di poter accelerare il proprio percorso verso il futuro quantum computing implementando oggi stesso l'ottimizzazione combinatoria dei processi di business. Una concreta risposta è Fujitsu Digital Annealer, soluzione ispirata al quantum computing con cui è possibile colmare il distacco che ancora ci separa dall’affermazione su larga scala del calcolo quantistico.

 

Massimiliano Ferrini, Presidente e Amministratore Delegato di Fujitsu Italia

 

Fujitsu Digital Annealer è dunque una “tecnologia ponte”, che già oggi permette di risolvere problemi intricati in tempi rapidi, traducendosi nell’immediato in un vantaggio per l’azienda che la adotta. Con la soluzione di Fujitsu, infatti, è possibile implementare algoritmi di ottimizzazione combinatori in real-time senza doversi dotare di un computer quantistico. Digital Annealer è già commercialmente disponibile e per i clienti che l’hanno adottato ha dimostrato di produrre risultati tangibili.

 

Un importante costruttore automobilistico europeo, per esempio, sta utilizzando questa soluzione per razionalizzare le operazioni di saldatura robotizzate sulla linea di produzione: un accorgimento che permette di fabbricare un maggior numero di vetture a parità di tempo, evitando di dover dedicare risorse aggiuntive nel reparto verniciatura. Nel settore dei servizi finanziari, invece, uno dei maggiori istituti britannici sta sperimentando l’uso di Digital Annealer per ottimizzare i portafogli di investimento in tempo reale. La stessa Fujitsu impiega Digital Annealer all'interno dei propri stabilimenti, dove ha potuto ottimizzare il magazzino e ridurre le distanze percorse dai propri addetti (diminuite del 45% su base mensile), guadagnando efficienza e produttività.