Aeroporti, hotel, centri commerciali, ospedali: quattro luoghi in cui la nostra “esperienza utente” sta subendo una vera e propria evoluzione. Il merito non spetta a un’unica tecnologia ma piuttosto alla combinazione di due tecnologie che vanno a braccetto, cioè l’intelligenza artificiale e le reti wireless. Più precisamente, il merito spetta alle reti wireless potenziate dalla AI, poiché rese più automatiche e più ricche di funzionalità. Mario Manfredoni, country manager di Juniper Networks, racconta ad Ictbusiness alcuni esempi illuminanti di una trasformazione che davvero sta cambiando le nostre vite.

Mario Manfredoni, country manager di Juniper Networks

 L’unione dell’intelligenza artificiale con le più recenti tecnologie wireless è diventata una delle più potenti combinazioni tecnologiche che sta definendo i contorni dell’innovazione in diversi settori. E sta migliorando la nostra vita quotidiana in diverse situazioni: in viaggio, durante un soggiorno in hotel, facendo shopping o in ospedale. In primo luogo, ovunque si vada, le funzionalità di Bluetooth Low Energy (Ble), che Apple e Google hanno reso standard sui dispositivi mobili, emettono segnali unici che possono interagire con i beacon alle pareti per offrire un’esperienza personalizzata in base alla posizione geografica.

 

Inoltre, tecnologie di intelligenza artificiale come il machine learning stanno eliminando il lungo, costoso e inefficiente processo in cui sono gli uomini che fisicamente controllano l’ambiente di radiofrequenza (RF) negli spazi chiusi per determinare dove posizionare i beacon e calibrarli manualmente. I Ble virtuali (vBle) hanno sostituito quelli a batteria, permettendo la configurazione automatica via software e l’aggiornamento continuo in real time dell’ambiente RF. Esattamente come tutte le tecnologie di intelligenza artificiale (che si tratti dei suggerimenti su quel che potrebbe piacere di Netflix o dell’auto a guida autonoma di Tesla) imparano a gestire ambienti fluidi e a diventare più smart col tempo, allo stesso modo le reti wireless basate sull’AI e sull’uso di vBLE garantiscono agli utenti mobili un’esperienza di connettività più affidabile e ricca.

 

Il machine learning nel cloud fornisce la stima della posizione con un’accuratezza compresa fra uno e tre metri e con tempi di latenza inferiori al secondo, rendendo così più affidabili ed economiche le applicazioni basate sulla posizione dell’utente, come ad esempio quelle destinate a trovare il percorso più breve o le notifiche di prossimità. L’AI, inoltre, analizza il comportamento dell’utente mobile individuando dei trend così da poter riconoscere proattivamente e risolvere i problemi legati al Wi-Fi prima ancora che l’utente se ne renda conto.  Siamo solo agli albori di queste tecnologie, ma le applicazioni si moltiplicano e i risultati sono molto interessanti. Ecco quattro esempi di come queste potenti funzionalità siano già in grado di aiutarci nella nostra vita quotidiana. 

Gli alberghi
All’Hotel Henn Na di Tokyo gli ospiti vengono accolti da robot multilingue che li assistono nelle procedure di check in e check out. L’albergo rimpiazza le tradizionali chiavi con il riconoscimento facciale. E ci sono esempi anche in Italia: al Parc Hotel di Peschiera del Garda, Pepper, il maggiordomo androide, grazie a una connessione continua a Internet intrattiene gli ospiti, li aggiorna sulle condizioni atmosferiche, sugli orari dei musei e dei mezzi di trasporto. Questi sono solo due esempi di come il settore dell’hospitality utilizzi le tecnologie basate sull’intelligenza artificiale per proporre esperienze futuristiche agli ospiti.
Ora le piattaforme wireless basate sull’AI possono risolvere un problema comune nei grandi hotel: la cattiva qualità della connessione Wi-Fi. Queste nuove piattaforme sono in grado di comprendere i modelli di utilizzo e individuare i possibili problemi al fine di offrire una connessione più stabile. Tali tecnologie sono anche in grado di analizzare i modelli di traffico generato dagli ospiti e altre informazioni che permettono di capire quali siano le aree più affollate e che richiedono, ad esempio, la presenza di più personale.

 

Gli ospedali

Gli ospedali sempre più spesso si ispirano agli hotel e ai parchi tematici per rendere più “amichevole” la loro interfaccia con l’esterno. Per alcuni ciò significa offrire una connessione Wi-Fi più prevedibile e affidabile, che consenta agli ospiti di muoversi all’interno del complesso con indicazioni precise e accurate. La tecnologia viene impiegata anche per informare i pazienti su data, orario e luogo di programmi di educazione sanitaria, ad esempio corsi per smettere di fumare, o sulla disponibilità di vaccini antinfluenzali. Gli ospedali più innovativi usano anche la tecnologia Ble per inviare sul telefono del medico la posizione e i dati relativi al paziente in caso di emergenza, facendo risparmiare tempo prezioso. 

In Italia l’Ospedale Federico II di Napoli permette alle persone di orientarsi tra i reparti in modo facile e veloce mediante lo smartphone e di ricevere consigli medici sulle aree specialistiche di loro interesse. Grazie all’uso dei beacon, i pazienti possono essere guidati al reparto desiderato e ottenere informazioni e notifiche direttamente nell’app.

 

Gli aeroporti

A parte la possibilità di fare il check in online, di scaricare la carta d’imbarco e di ricevere notifiche sullo smartphone, negli ultimi dieci anni la tecnologia non ha introdotto grossi cambiamenti nell’esperienza di viaggio. Ma Ble e AI promettono parecchie novità per gli anni a venire. Molti aeroporti, ad esempio il San Francisco International, già usano tecnologie basate su sensori intelligenti per guidare gli automobilisti al più vicino spazio disponibile. L’applicazione MyTSA fornisce ai viaggiatori una stima dei tempi di attesa ai controlli di sicurezza. 

Nei prossimi anni la tecnologia migliorerà ancora. Prima che un passeggero esca di casa diretto all’aeroporto, ad esempio, il sistema AI potrà prevedere quanti spazi saranno disponibili nei parcheggi dell’aeroporto e quali tra i preferiti del viaggiatore avranno posti liberi. Già ora esistono app che monitorano la disponibilità di spazi in un preciso momento, ma l’AI va oltre: potrà stimare la probabilità di trovare uno spazio in un particolare parcheggio all’inizio del viaggio ed eventualmente proporre alternative. Durante il viaggio verso l’aeroporto, la tecnologia BLE unita all’AI potrà mostrare la lunghezza delle file ai controlli di sicurezza, aiutare il passeggero a muoversi all’interno dell’aeroporto per trovare un posto adatto a uno spuntino, fornire una stima di quanto occorra camminare per raggiungere il gate o inviare notifiche delle offerte in corso nei negozi.

Il Marco Polo Park dell’aeroporto di Venezia è il primo parcheggio italiano a offrire ai clienti l’interazione tra parcheggio e smartphone. Gli utenti ricevono informazioni in tempo reale sulla disponibilità di spazi e sul loro costo, con la possibilità di pagare via app al momento del ritiro dell’auto e di lasciare il parcheggio senza passare dalla cassa. 

 

I retail

Per sopravvivere all’era digitale, molti retailer stanno adottando le tecnologie wireless e l’AI per offrire ai clienti un’esperienza più personalizzata, comoda e completa. Ad esempio Meijer, una catena di supermercati statunitense, sta impiegando le più recenti tecnologie wireless per offrire ai clienti, mediante un’app mobile, mappe dei negozi per aiutarli a trovare i prodotti desiderati, la possibilità di creare e spuntare liste della spesa, ricevere la segnalazione di offerte speciali e altri incentivi, nonché di essere riconosciuti alla stazione di servizio ed elaborare il pagamento tramite smartphone. Come le innovazioni in questi settori dimostrano, l’unico limite alle possibilità offerte dai progressi della tecnologia wireless è la nostra fantasia. Sarà divertente vedere che cosa succederà nei prossimi anni.