C’è anche il Codex Vaticanus, la più antica copia della Bibbia oggi conservata, insieme a disegni e scritti di Michelangelo e di Galileo, tra gli oltre 80mila manoscritti che la Biblioteca Apostolica Vaticana ha scelto di salvare dal logorio del tempo attraverso la digitalizzazione. Un lavoro mastodontico, avviato otto anni fa, che ha sicuramente contribuito a proteggere questo inestimabile patrimonio storico, artistico e culturale. Ma che inevitabilmente lo ha esposto al rischio di attacchi informatici.

"Un attacco informatico contro la nostra Biblioteca potrebbe portare alla creazione illegale di copie dei documenti conservati, oppure alla loro manipolazione o addirittura cancellazione”, sottolinea Manlio Miceli, chief information officer della Biblioteca Apostolica Vaticana. “Proteggere questi documenti è quindi importante non solo per il Vaticano ma anche per l’intera memoria storica del mondo”.

Per garantire la giusta protezione anche alle versioni digitali della sua collezione, la Biblioteca Apostolica Vaticana si è rivolta a Darktrace e alle sue tecnologie di Cyber AI. I diversi prodotti (per il rilevamento, l’analisi e la risposta alle minacce) di cui si compone la piattaforma sono accomunati dal fatto di utilizzare l’intelligenza artificiale per rendere più rapida ed efficace l’attività di scoperta e di reazione agli attacchi. 

Con una metafora, Darktrace la descrive come una sorta di risposta immunitaria alle infezioni: Cyber AI funziona grazie a una costante comprensione evolutiva dell'attività “normale” di un sistema, e si mette in allerta in caso di anomalie."L’intelligenza artificiale di Darktrace”, spiega Miceli, “è fondamentale per la difesa della collezione perché, grazie alla sua costante evoluzione, è in grado di apprendere quale sia la normale attività sui nostri sistemi e distinguerla da quella che, al contrario, è anomala e sospetta. Si tratta di una tecnologia che si mantiene al passo sia con i cambiamenti del nostro ambiente sia con l’evoluzione del panorama delle minacce". La Cyber AI di Darktrace difende la Biblioteca da una media di un centinaio di incidenti di sicurezza al mese, individuando le minacce reali prima che possano causare danni e degenerare in una vera e propria violazione.