In molti Paesi del mondo, le connessioni Internet ad alta velocità su fibra ottica per la prima volta superano le connessioni Dsl (quelle che sfruttano il cavo telefonico), per diventare la prima modalità di accesso non wireless alla Rete. Così svelano le ultime misurazioni dell’Oecd, l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, riferite all’intero anno 2021. Nel totale dei 38 Paesi membri Oecd, nel 2021 la fibra ha rappresentato circa il 35% (34,9%, per l’esattezza) degli abbonamenti su rete fissa.

Rispetto al numero degli abbonamenti alla fibra ottica registrato nei 38 Paesi a fine 2020, c’è stato l’anno scorso un incremento percentuale del 18,6%, con picchi superiori al +80% in nazioni come Grecia, Belgio, Costa Rica e Israele. In Italia l’incremento annuo è stato del 43,3%. “Questa è una buona notizia per la distribuzione di servizi e applicazioni a intenso utilizzo di dati”, scrive l’Oecd, “considerata la capacità simmetrica offerta dalla fibra”. 

 

La quota di mercato della fibra ottica ha raggiunto o superato il 50% in 13 nazioni Oecd, e in particolare ha valicato la soglia del 70% in Spagna, Svezia, Islanda, Lettonia, Lituania, Giappone e Corea del Sud. Ed è interessante notare come, nonostante l’endemica diffusione degli smartphone e l’associata crescita degli abbonamenti 5G, anche gli abbonamenti in banda larga o ultralarga su rete fissa continuino ad aumentare quasi ovunque: l’incremento nei Paesi Oecd è stato del 3,9% in un anno, per un totale di 472 milioni di abbonamenti attivi a dicembre 2021 (contro i 454 milioni conteggiati a dicembre 2020).

 

(Fonte: Oecd)


D’altra parte anche il traffico dati veicolato da dispositivi mobili ha continuato a crescere a un discreto tasso, del 15% in un anno (e del 79% in un triennio), rallentando tuttavia un po’ rispetto agli incrementi del 2020. La quantità di dati “consumati” è stata di 8,4 GB pro capite al mese, ma con estrema variabilità geografica (dai 36,7 GB mensili pro capite della Finlandia ai 4 GB della Slovacchia).

 

Per quanto riguarda le connessioni machine-to-machine (M2M), in testa alla classifica Oecd c’è l’Islanda, con 317 Sim card “non umane” ogni cento abitanti: un numero che è trainato dal lancio, da parte di Vodafone, di un servizio di connettività M2M rivolto alle compagnie farmaceutiche e utile per la distribuzione dei vaccini per il covid.

 

 

(Fonte: Oecd)