In un mondo sempre più tecnologico, servono ancora doti “umanistiche” e in particolare una: la creatività. Quella odierna però, secondo Reply, dev’essere una creatività poggiata sui dati, cioè che dai dati trae conoscenza e indicazioni per capire quale sia il prodotto più utile, più desiderato, più destinato al successo.  Ma anche per capire quale sia la prossima tecnologia dirompente al servizio del tempo libero, della società o della qualità della vita. La dimostrazione di questo principio è andata in scena a Milano, nella sede nuova dell’Università Bocconi, durante l’annuale evento dedicato ai partner e ai clienti di Reply, XChange. E le declinazioni sono innumerevoli: dal retail alle soluzioni per la logistica, dall’Internet delle cose applicato alle smart city alla sicurezza, dalle soluzioni per il fitness a quelle per il monitoraggio della salute e per la telemedicina, senza dimenticare gli analytics e i BiG Data utili alle aziende e poi il “tema caldo” della manifattura 4.0.

Gli ingredienti di base di questa edizione si chiamano sensori, droni, robotica, Internet of Things, realtà aumentata, app. In scena a Milano si sono visti prototipi e tecnologie già sul mercato, sviluppate da clienti o da divisioni interne a Reply. Come Protocube, azienda torinese acquisita quattro mesi fa (e oggi, appunto, divisione) che si occupa di stampa 3D e prototipazione per diversi settori industriali: uno dei suoi “frutti” sono le scarpe Superga personalizzabili secondo innumerevoli combinazioni di stili e colori, mettendo insieme due concetti un tempo antitetici come quello di produzione di massa e di customizzazione. Lo stesso principio ha ispirato Lanieri, un produttore di camicie per uomo o meglio un’azienda che è riuscita a mettere insieme l’approccio sartoriale e l’e-commerce: con un configuratore online, il cliente può personalizzare il capo perfetto per le proprie forme e il proprio gusto estetico, dal tessuto al singolo bottone.

 

 

Nel mondo delle soluzioni per l’healthcare si muove Amiko, un sistema (nato in Italia) composto da un “pulsante smart” e da un’app che comunicano via Bluetooth. Attaccando il pulsante alle confezioni dei farmaci, il paziente può impostare delle notifiche e assicurarsi di non dimenticare un’assunzione o commettere errori sui dosaggi. L’idea della britannica Iotic, invece, è quella di trasformare tutti gli oggetti reali in oggetti “digitali”, monitorabili attraverso sensori e visualizzati su un’unica piattaforma. Al servizio di un’amministrazione comunale, per esempio, Iotic può creare un unico punto di raccolta e visualizzazione sui movimenti dei mezzi pubblici o sulle panchine presenti in città.

Nell’area demo di XChange si sono viste innovazioni curiose ma con applicazioni di business serissime, come i collari dotati di sensori destinati alle mucche da allevamento, o le cyclette da palestra “evolute” in cui la fatica del pedalare è alleviata da visori 3D che creano l’illusione di attraversare un paesaggio o di gareggiare con un avversario. E poi abbigliamento tecnico per nuotatori, visori di realtà virtuale e droni impiegati nella logistica, totem interattivi che movimentano un appuntamento in un salone di bellezza (come nel progetto realizzato per l’Oreàl, dove il cliente può ricevere informazioni su un prodotto e poi scattare e stampare una foto della propria piega), videocamere per la sorveglianza domestica che si accorgono di suoni e movimenti fuori dalla routine.

 

 

Uno dei territori più fertili per l’innovazione digitale dei prossimi anni sarà certamente l’industria manifatturiera. “Crediamo nel giro dei prossimi anni questo settore sarà completamente ribaltato”, ha detto il Ceo di Reply, Tatiana Rizzante. “I cicli di ricambio sono lunghi e gli investimenti grandi. Ma con la robotica sarà possibile riconfigurare gli impianti produttivi. La sensoristica permetterà di riallineare in tempo reale la pianificazione e la produzione e di rendere autonomi i veicoli usati nella logistica. Pensiamo che questa sia una delle grandi sfide dell’Europa, con Italia e Germania in primo piano, e pensiamo di avere qualcosa da dire in merito”. L’azienda torinese attraverso la sua divisione Hermes Reply ha lanciato Brick Reply: una piattaforma software di Manufacturing Operations Management che permette di creare impianti produttivi configurabili e che è fruibile attraverso il cloud di Microsoft Azure.

Il fermento che avvolge la manifattura, così come il retail, l’healthcare, il mondo dello sport e dell’intrattenimento trova conferma nei numeri di Reply. In base al trend dei primi mesi, la società stima per quest’anno una crescita del fatturato del 10% rispetto al risultato del 2015, che era stato di 705,6 milioni di euro, mentre il numero dei dipendenti da un anno all’altro è passato da 5.245 a 5.389. Si è allargata, inoltre, la presenza territoriale di Reply con l’aggiunta di un presidio in Cina e con uno di prossima apertura negli Stati Uniti, entrambi destinati soprattutto ai clienti dell’automotive. Alla crescita dimensionale ha contributo anche la recentissima acquisizione di Xister, un’agenzia di creatività digitale che va aggiungersi ad Avvio, Bitmama e Triplesense ampliando l’offerta di consulenza, marketing e comunicazione di Reply.

 

Tatiana e Filippo Rizzante, Ceo e Cto di Reply

 

“La domanda per i nostri prodotti continua a essere molto forte”, aggiunte Tatiana Rizzante. “Oggi si parla molto di rallentamento del ciclo economico, ma non credo che lo osserveremo nel nostro segmento. C’è un fermento che è equivalente a quello dei primi anni Duemila”. Sul fenomeno startup, la Ceo si attende di veder arrrivare nei prossimi anni una vera e propria “valanga” di innovazioni che potranno travolgere gli attori tradizionali e le stesse startup nate in precedenza. I settori più caldi saranno il Fintech, le automobili connesse, la sharing economy e i servizi a essa correlati.

“La trasformazione digitale è innata nel Dna stesso di Reply, per cui non usiamo molto questa espressione”, sottolinea il Cto, Filippo Rizzante. “Preferiamo parlare di maturità digitale delle aziende, perché non è pensabile che non abbiamo già abbracciato un percorso di trasformazione in questi anni. Certo, a volte accade che perdano un po’ la bussola e questo non deve accadere”.